Inventata tecnica per predire la reazione ai farmaci con il semplice esame delle urine

di Marco Mancini Commenta

I ricercatori potrebbero essere in grado di prevedere come la gente risponde a particolari farmaci, analizzando i loro campioni di urine. Ad affermarlo sono alcuni scienziati in un nuovo studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Non tutti i farmaci sono efficaci in tutti i pazienti e, occasionalmente, le persone sensibili possono avere effetti collaterali negativi nei loro confronti. Secondo lo studio effettuato dai ricercatori dell’Imperial College di Londra e dell’istituto di ricerca Pfizer, i ricercatori hanno dimostrato che era possibile prevedere come individui diversi reagivano alla stessa medicina, a seconda dei diversi livelli di prodotti del metabolismo, noti come metaboliti, solo analizzando le urine prima ancora che fosse assegnata una dose del farmaco.

I ricercatori affermano che questi tipi di “profili metabolici” potrebbero essere un prezioso strumento per prevedere come reagiranno le persone diverse ai farmaci, il che consentirà lo sviluppo di nuovi prodotti per i trattamenti farmacologici corrispondenti alle singole persone, evitando così effetti collaterali. Essi sostengono anche che i farmaci in via di sviluppo, dovranno approcciarsi alla medicina personalizzata per considerare il metabolismo, il profilo genetico e l’intero quadro completo dei possibili pazienti.

I profili metabolici riflettono le complesse interazioni geni-ambiente e le attività dei batteri, tutti fattori che possono influenzare il metabolismo dei farmaci e la tossicità.

Il nuovo studio ha esaminato 99 volontari maschi sani di età compresa tra 18 e 64 anni, che assumono una dose di antidolorifico comunemente utilizzata, l’acetaminofene, ampiamente conosciuto come paracetamolo. I ricercatori hanno preso campioni di urina dagli uomini prima che assumessero la dose di paracetamolo e hanno analizzato i metaboliti nelle sei ore successive utilizzando la spettroscopia NMR 1H.

I risultati hanno rivelato che un composto chiamato solfato para-cresolo, derivato dal para-cresolo prodotto dai batteri nel budello, è un indicatore di come gli uomini metabolizzano la dose di paracetamolo. Quelli con più elevati livelli di solfato para-cresolo metabolizzavano il farmaco in modo diverso da quelli con livelli più bassi. I ricercatori suggeriscono che questo è dovuto al fatto che il corpo utilizza composti contenenti zolfo che interagisce con il paracetamolo, ed il para-cresolo può esaurire i composti dello zolfo nel corpo.

[Fonte: Sciencedaily]

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