Mal di schiena: con i dischi artificiali diventerà un ricordo

di Marco Mancini 1

Buone notizie per chi soffre di mal di schiena e dolori al collo: tra qualche anno saranno solo un lontano ricordo. Gli ingegneri della Cornell University di Ithaca e i medici del Weill Cornell Medical College di New York hanno creato un impianto spinale biologico che potrebbe un giorno dare sollievo a chi soffre di questi dolori.

Lawrence Bonassar, docente associato di ingegneria biomedica e ingegneria meccanica, e Roger Hartl, docente associato di neurochirurgia presso il Weill Cornell Medical College e direttore del dipartimento chirurgia spinale al NewYork-Presbyterian Hospital / Weill Cornell Medical Center, hanno creato dischi intervertebrali bioingegneristici che sono stati impiantati e testati con successo sugli animali.

Abbiamo progettato i dischi che hanno gli stessi componenti strutturali e si comportano proprio come dei dischi veri. La speranza è che questa promettente ricerca porterà a dischi ingegnerizzati che si possano impiantare in pazienti affetti da dischi danneggiati

ha affermeto Bonassar. Ogni anno, il 40% degli adulti americani soffre di dolore cronico alla schiena ed il 60% al collo. Per i pazienti con diagnosi di grave malattia degenerativa del disco o ernia discale, i neurochirurghi eseguono la discectomia, un intervento chirurgico che rimuove un disco spinale, seguita da una fusione delle ossa delle vertebre per stabilizzare la colonna vertebrale. Nonostante l’intervento, la schiena del paziente probabilmente non sarà più come prima della lesione.

La chirurgia evita il dolore, ma spesso limita la mobilità, che può rovinare uno stile di vita attivo o addirittura terminare la carriera di un atleta professionista

ha spiegato Hartl che è anche il neurochirurgo della squadra di football dei New York Giants. I dischi umani sono simili a pneumatici, con la parte esterna, chiamata anello, costituita da un materiale rigido, ed il cerchio interno, il nucleo, costituito da una sostanza gelatinosa che viene pressurizzata per sopportare il peso. La ricerca si è concentrata sul recupero e l’analisi del tessuto muscolo-scheletrico, progettando dischi artificiali su due polimeri, collagene che avvolge l’esterno, e un idrogel chiamato “alginato” nel mezzo. Hanno poi seminato gli impianti con le cellule per ripopolare le strutture con nuovo tessuto e sorprendentemente, diversamente dalle protesi artificiali di oggi che si degradano col tempo, gli scienziati hanno creato degli impianti che migliorano man mano che maturano nel corpo, grazie alla crescita delle cellule.

I nostri impianti hanno mantenuto dal 70 all’80% l’altezza del disco iniziale. In realtà, le proprietà meccaniche migliorano con il tempo.

Gli impianti potrebbero essere utilizzati in un gran numero di pazienti con diverse malattie degenerative del disco, una delle principali cause di disabilità in tutto il mondo, semplicemente sostituendo il disco danneggiato con il loro nuovo “nato”, diverso da quelli usati finora in metallo e plastica. Dal punto di vista biologico, i nuovi dischi potrebbero creare un “grande vantaggio” rispetto agli impianti tradizionali grazie a come si integrano e maturano con le vertebre. Questo intervento chirurgico sarebbe anche meno invasivo, più sicuro e dotato di un minor numero di effetti collaterali a lungo termine. La ricerca è stata pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences.

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[Fonte: Health24]

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