Scintigrafia ossea, cos’è, a cosa serve, preparazione e precauzioni

di Ivan Zilla Commenta

La scintigrafia ossea è un esame che si usa nell’ambito della medicina nucleare per individuare eventuali anomalie a carico dello scheletro. Può servire per diagnosticare diverse patologie delle ossa, tumori, matastasi o, ancora, quelle fratture che non possono essere visionate attraverso i normali esami radiologici. Per effettuare una scintigrafia ossea, il paziente verrà sottoposto all’iniezione di un farmaco radioattivo tracciante (a base di difosfonati marcanti con Tc-99m MDP Tc – 99m) per via endovenosa. I difosfonati si fissano laddove sono presenti lesioni, infiammazioni o altre condizioni cliniche anomale. La successiva acquisizione delle immagini permette di identificare le alterazioni.

Scintigrafia ossea total body, come funziona e durata

La total body (in inglese “tutto il corpo”) è la tipologia di scintigrafia ossea più utilizzata. Il paziente viene precedentemente sottoposto a iniezioni di difosfonato marcato: la dose iniettata cambia in base all’età e al peso del paziente (i bambini hanno bisogno di una dose di farmaco notevolmente ridotta rispetto agli adulti). Il radiofarmaco tende a non legarsi al tessuto osseo sano, ma si fissa ove siano presenti una forte attività osteoblastica o un’eccessiva vascolarizzazione. In altre parole, il farmaco andrà a localizzarsi proprio in quei punti dove sono presenti alterazioni delle ossa. La scansione del corpo del paziente viene effettuata attraverso il macchinario gamma camera a distanza di 150-180 minuti dalle iniezioni, in modo che il farmaco radioattivo abbia il tempo di diffondersi e fissarsi in modo adeguato. Dal momento in cui vengono effettuate le iniezioni, al momento in cui termina lo screening del corpo (ovvero termina l’esame), trascorrono massimo 4 ore.

Attraverso la scintigrafia ossea total body è possibile effettuare la diagnosi di numerose patologie scheletriche. Tra queste ricordiamo:

Scintigrafia ossea total body, precauzioni e preparazione

Come ci si prepara a una scintigrafia total body? Quali precauzioni bisogna prendere? Bisogna stare a digiuno? Per sottoporsi a una scintrografia ossea  non bisogna prendere particolari accorgimenti. Non è necessario stare a digiuno, ma è fondamentale bere tanta acqua, in modo da espellere il farmaco radioattivo in eccesso attraverso le urine. Anche durante l’esame, nelle due-tre ore in cui si attende che il farmaco si fissi alle zone alterate dello scheletro, il paziente dovrà bere molta acqua e recarsi nei bagni appositamente adibiti. Nella fase successiva alle iniezioni il paziente non potrà incontrare parenti o amici per evitare di esporli all’attività radioattiva.

Scintigrafia ossea effetti collaterali e controindicazioni

Le dosi di radiofarmaco utilizzate per effettuare una scintigrafia ossea sono molto basse. Per questo motivo generalmente questo esame non presenta effetti collaterali rilevanti. Le controindicazioni riguardano prevalentemente quegli individui che presentano ipersensibilità e allergie al farmaco, le donne in gravidanza o in fase di allattamento (in quanto il farmaco potrebbe risultare nocivo per il bambino). Le donne che non siano già entrate in menopausa dovranno effettuare l’esame a dieci giorni dall’ultima mestruazione. Chi assume integratori di calcio, vitamine o medicinali che interferiscono o riducono l’attività del radiofarmaco utilizzato ai fini diagnostici, dovrà interromperne l’assunzione.

Sarà compito del medico assicurarsi che non esistano particolari controindicazioni al fine di minimizzare i rischi legati all’esame.

Scintigrafia ossea nei bambini

I bambini possono essere sottoposti a scintigrafia ossea senza avere maggiori possibilità di andare incontro a effetti collaterali perché le dosi di radiofarmaco iniettate saranno inferiori rispetto a quelle utilizzate nei soggetti adulti. Oltre a considerare l’età del piccolo paziente, per determinare la quantità di farmaco iniettabile, lo specialista prenderà in considerazioni altri fattori: primo fra tutti il peso corporeo.

Potrebbero interessarti:
9 cibi per mantenere le ossa in salute
Fratture, riparare con cellule staminali quelle più difficili
Fratture, curarle grazie agli ultrasuoni

Foto: Thinkstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>