Fibrosi cistica e ricerca: un farmaco da un’alga

di Cinzia Iannaccio 0


Ci sono nuove speranze per le persone affette dalla fibrosi cistica: l’aspettativa di vita, con questa patologia potrebbe aumentare sostanzialmente, oltre gli attuali 40 anni, grazie ad un nuovo farmaco, derivato da carboidrati attivi in alcune alghe della Norvegia.


A dirla tutta non è una novità totale questo medicinale e ciò porta avanti in modo sostanziale le tempistiche delle ricerche scientifiche al riguardo.  L’ingrediente attivo nel nuovo trattamento, che si chiama OligoG, infatti è un alginato altamente purificato, un carboidrato presente nelle piante marine, già utilizzato in farmaci contro il bruciore di stomaco (come il notissimo Gaviscon) e come addensante alimentare. Nel caso della fibrosi cistica, l’alginato subisce ulteriori purificazioni ed elaborazioni, fino a diventare inalabile (come i farmaci per l’asma).
La ricerca scientifica suggerisce come questo elemento, una volta penetrato nelle vie aeree, aiuti a contrastare il muco che si sviluppa tipicamente nella fibrosi cistica (nota anche come mucoviscidosi) e quindi ad allungare le aspettative di vita di chi ne è affetto. Uno studio, presentato nel corso della conferenza della Società Europea contro la Fibrosi Cistica che si è svolta in Svezia, e messo a punto da AlgiPharma in collaborazione con Ospedali e centri specializzati del Regno Unito e dell’Irlanda, ha già testato 26 pazienti confermando sicurezza e assenza di effetti collaterali, anche se occorre valutare ancora la sua efficacia su un maggior numero di pazienti e su un lasso di tempo ancora maggiore, ma, nel caso tutto filasse come si suppone, il farmaco potrebbe essere commercializzato già entro 3 anni.
La fibrosi cistica, lo ricordiamo, è una malattia genetica responsabile della produzione di alcune secrezioni, molto dense, che colpiscono vari organi, più comunemente e drammaticamente polmoni e tratto gastrointestinale.
Il principio attivo in questione sarebbe in grado di legarsi al calcio presente in queste secrezioni, rendendolo più fluide e quindi permettendo di tenere più lontane infezioni ed altri danni ai polmoni e agli altri organi coinvolti, che altrimenti portano al decesso.
Attualmente contro la fibrosi cistica esiste un altro medicinale, che agisce a livello genetico, il Kalydeco, efficace solo su un tipo particolare di fibrosi cistica. Allo studio nuovi farmaci con le medesime peculiarità , ma tali da essere utilizzati per un numero più vasto di pazienti. Per i prossimi mesi è inoltre atteso il risultato di una ricerca scientifica che vede questo medicinale in associazione con un altro specifico.
Ha sottolineato la dottoressa Janet Allen, direttore della ricerca per la Fibrosi Cistica Trust,

“ Con OligoG …. non stiamo parlando di una cura, ma di una possibilità molto concreta di rendere la fibrosi cistica una malattia gestibile, come già avviene per il diabete di tipo 1

Fonte: Daily Mail

Foto: Thinkstock

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