Tumori: la Giornata Nazionale per la Ricerca sul Cancro

di Cinzia Iannaccio Commenta


Torniamo a parlare di tumori. Si è celebrata ieri la tredicesima Giornata Nazionale dell’Airc dedicata alla ricerca sul cancro. Come sempre la cerimonia di apertura si è svolta al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In questa occasione è stato consegnato il tradizionale premio Guido Venosta per la ricerca in campo oncologico. Il riconoscimento è andato alla Prof.ssa Lisa Licitra, oncologa dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano e responsabile della struttura per il trattamento dei tumori della testa e del collo, quale centro di riferimento per la cura e la ricerca sui carcinomi del distretto cervico-facciale.

Si tratta di tumori rari, sconosciuti, per i quali c’è un alto tasso di mortalità: questo perché si arriva alla diagnosi tardivamente e poco si fa per la prevenzione: parliamo di cancro del cavo orale, della laringe, dell’ipofaringe, dei seni paranasali, delle ghiandole salivari, della tiroide, ecc.).

Sul sito dell’Istituto Tumori al riguardo c’è scritto:

«Sebbene si tratti di tumori rari,  siamo attivamente coinvolti in numerosi protocolli di ricerca a livello nazionale e internazionale che permettono ai pazienti di poter accedere ai migliori trattamenti disponibili e con i farmaci più innovativi in relazione al tipo di malattia di cui sono affetti».

E’ per questo motivo che l’Airc ha consegnato il suo premio alla Licitra: perché dimostra quotidianamente col suo impegno che la ricerca sul cancro non è una cosa che servirà nel futuro, ma è una pratica che salva molte vite già nel presente. Ne è convinto anche il Direttore scientifico dello Ieo (Istituto Oncologico Europeo) Umberto Veronesi che ha dichiarato:

“ la mortalità per i tumori sta diminuendo, grazie alla ricerca scientifica ed ai progressi tecnologici correlati: la diagnostica per immagini, il Dna, le nanotecnologie,  le nuove terapie con gli acceleratori di particelle come l’adroterapia….

Non bisogna però permettere che la medicina diventi solo tecnica. Non si deve perdere il tradizionale rapporto medico- paziente (o forse è ora di recuperarlo? NDR): non dobbiamo curare la malattia, ma il malato, preoccuparci di come reagisce alla diagnosi di un tumore, e seguirlo nel percorso terapeutico.

Mi auspico che la medicina di domani sappia coniugare la ricerca sperimentale, clinica e medica con la dimensione umana”.

Ce lo auguriamo tutti. Nel frattempo partecipare alla ricerca è possibile, attraverso delle donazioni: fino a domani seguendo la maratona sulle tre reti Rai o in un qualunque momento, anche online attraverso il sito della stessa Airc.

[Fonte: Airc, Asca]

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