Cervello, la solidarietà aiuta a rafforzarlo

di Valentina Cervelli 4

La solidarietà fa bene alla salute. Sicuramente a quella del cervello, almeno stando ad uno studio condotto dall’università della California e pubblicato su Psychosomatic Medicine di recente. Se volete quindi rafforzare il vostro encefalo, non c’è niente di meglio del periodo natalizio per fare del bene agli altri, e quindi beneficiarne.

Secondo la ricerca, aiutare gli altri indurrebbe il cervello ad aumentare l’attività nell’area dello striato ventrale e in quella settale, ovvero, utilizzando delle parole comprensibili per chiunque, delle regioni cerebrali correlate al comportamento materno e alla socializzazione. Un po’ come se “familiarizzassimo” nel vero senso della parola con chi stiamo aiutando. Allo stesso tempo si ridurrebbe in maniera sensibile l’attività dell’amigdala, parte del nostro encefalo che tra le altre cose è correlata alle emozioni ed allo stress.

E’ come se aiutare gli altri ci aiutasse a liberarci dallo stress derivante dal confronto con il dolore altrui. Insomma una sorta di cerchio concentrico che però porta a aumentare la nostra socializzazione, abbattendo le tensioni di tipo emotivo corrispondendo  poi ad un beneficio non solo per chi ci impegniamo ad aiutare ma anche per noi stessi.

L’esperimento effettuato a Los Angeles dagli scienziati statunitensi ha dell’incredibile. Sono stati presi dei volontari di sesso opposto che tra loro si conoscevano ed avevano legami affettivi. Il cervello della donna veniva controllato tramite una particolare tipologia di risonanza magnetica e davanti a lei sedeva il fidanzato, ovviamente fuori dal macchinario, sottoposto a brevi ma spiacevoli scosse elettriche.

La donna poteva ovviamente interrompere la scossa quando voleva. Nel momento in cui spingeva il bottone dello “stop” alle scosse, nel suo cervello accadeva ciò che abbiamo finora spiegato.  Secondo gli esperti lo stesso accadrebbe quando ci si prende cura di una persona malata, valido sia per infermieri e medici che lo fanno per professione, sia per chi ci si dedica spontaneamente e con amore.

Photo Credit | Thinkstock

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Fonte: Psychosomatic Medicine

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