Ictus: te verde e caffè una protezione?

di Valentina Cervelli 1

Tè verde e caffè alleati contro l’ictus? Sembrerebbe proprio di sì. Secondo uno studio condotto su un campione di 83mila giapponesi e pubblicato su Stroke queste due sostanze arriverebbero a ridurre di un terzo il rischio di questo particolare evento neurologico.

La ricerca condotta in Giappone dal National Cerebral and Cardiovascular Center ha puntato a far luce su un tema per il quale diversi studi precedenti si erano espressi in modo contrastante, avvalorando o smentendo la tesi dell’utilità di queste due sostanze. Come commenta il coordinatore Yoshihiro Kokubo:

Questo è primo studio su larga scala che esamina l’azione combinata di tè verde e caffè sul rischio di ictus. E la buona notizia è che per difendersi basta un piccolo cambiamento degli stili di vita: aggiungere alla dieta una tazza di tè verde al giorno.

Per giungere a questi risultati, i ricercatori nipponici hanno preso in considerazione persone adulte di età compresa tra i 45 ed i 74 anni sane, non affette da malattie cardiovascolari o tumori. Nel corso del periodo di follow up e studio è stato rilevato che chi beveva almeno una tazza al giorno di caffè aveva un rischio di sviluppare l’ictus del 20% inferiore rispetto  chi non la beveva, lo stesso di chi beveva 4 o più tazze di tè verde al giorno. Analogamente coloro che bevevano quotidianamente almeno una tazza di caffè o due tazze di tè verde mostravano un rischio del 32% più basso rispetto alla norma di rimanere vittima di emorragia intracerebrale.

Sebbene il campione dello studio non fosse internazionale, essendo entrambe le bevande prese in considerazione più diffuse nel mondo dopo l’acqua, secondo gli scienziati i dati ottenuti possono essere considerati validi anche al di fuori del Giappone. Cosa rende il caffè ed il tè verde uno scudo anti-ictus? Gli esperti propendono per l’effetto rispettivamente dell’acido clorogenico e le catechine, anche se studi più approfonditi dovrebbero essere in grado di dare una risposta seria a questa domanda.

Fonte | Stroke

Photo Credit | Thinkstock

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