Agopuntura ed omeopatia: la medicina complementare in Toscana che non piace a Garattini, ecco di cosa si tratta

di Cinzia Iannaccio Commenta

 Agopuntura, omeopatia e fitoterapia: sono state messe duramente sotto accusa nei giorni scorsi dal prof. Silvio Garattini, nel corso di un’intervista al settimanale “Oggi” pubblicato stamane. In particolare, il Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, commentava la notizia di una struttura pubblica toscana, la prima in Italia all’interno di un ospedale a sperimentare agopuntura, omeopatia e fitoterapia quali forme coadiuvanti, di supporto alle terapie convenzionali, nel controllo di alcune patologie, il tutto previo pagamento di un ticket. L’accusa era diretta non solo a queste pratiche, ma anche alla Regione Toscana in quanto responsabile in codesto modo di spreco del denaro pubblico (qui alcuni passaggi essenziali). La risposta dell’Assessore alla Regione Toscana Daniela Scaramuccia non si è fatta attendere ed in una nota ufficiale ha spiegato anche alcune inesattezze.

“Quasi stento a credere che uno studioso e uomo di scienza come Garattini possa lanciarsi in simili affermazioni, senza la dovuta attenzione e senza neppure informarsi troppo. Non solo il farmacologo di Milano ha confuso un ospedale con un altro, ma ha anche mischiato fatti e cure molto diverse tra loro. Una miscuglio che crea solo confusione. L’ospedale del grossetano che ha accolto ambulatori di agopuntura, omeopatia e fitoterapia non è quello di Grosseto, ma il “Petruccioli” di Pitigliano. Il progetto risale al 2008 e la struttura svolge comunque la propria attività nell’ambito della medicina ospedaliera tradizionale. L’obiettivo, è quello di sperimentare l’integrazione delle medicine complementari con la medicina tradizionale e valutare, attraverso i canoni della ricerca scientifica e della medicina basata sulle prove, l’esistenza e validità di risultati clinici misurabili. Una sperimentazione controllata dell’efficacia dei trattamenti integrati e l’opposto quindi della medicina approssimativa di cui ci accusa Garattini”.

Dunque due percorsi paralleli e perfettamente leciti. Del resto, a differenza di quello che si è detto, omeopatia, fitoterapia ed agopuntura sono praticate da medici (iscritti all’Ordine dei medici) specializzati, l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha già posto l’accento da tempo sull’importanza di tali pratiche,  così come si sta facendo anche in Italia, benché in ritardo ed infine sono riconosciute a livello internazionale. L’importante è testare la validità di queste tecniche ed in particolare “insieme” a quelle tradizionali e non alternativamente. Nella fattispecie l’ambulatorio di medicina integrata (così infatti si chiama la struttura incriminata), al secondo piano dell’Ospedale di Pitigliano, si occupa di pazienti esterni che arrivano in visite ambulatoriali o di quelli ricoverati che richiedono (sempre su loro scelta), una possibilità terapeutica in più. In quali casi? Pensiamo alle malattie croniche, ai reumatismi, esiti di traumi o ictus, alcune patologie della pelle come la psoriasi, asma, o agli effetti collaterali della chemioterapia.  Oltre questa particolare struttura in funzione già da qualche mese, da anni il servizio sanitario pubblico in Toscana offre le medicine complementari nei propri ambulatori (non ospedali): sono circa 100. Ma molte di più in tutta Italia.

Insomma, né maghi né fattucchiere, ma professionisti della salute. Per chi volesse maggiori informazioni o prenotare una visita basterà chiamare il Cup Aziendale: 0564.483.500. Non occorre è necessaria la richiesta del medico curante ed il Ticket è riservato ovviamente solo ai residenti nella Regione Toscana. Gli altri potranno pagare la visita normalmente.

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