Come si fa la diagnosi di depressione?

di Cinzia Iannaccio 7

 La parola depressione ormai si usa con una certa disinvoltura, almeno rispetto al passato. Forse se ne abusa anche, scambiando questa seria patologia per una passeggera malinconia. Abbiamo già visto quale è la differenza tra tristezza e depressione, ma in concreto, come è possibile capire se si è effettivamente malati? Come si fa una precisa diagnosi di depressione? Un passo fondamentale per il corretto utilizzo dei farmaci antidepressivi, che, non dimentichiamolo, possono avere seri effetti collaterali.

Ovviamente il primo riferimento che abbiamo è il medico di famiglia, che dovrà verificare la presenza di alcune problematiche mediche che possono indurre sintomi depressivi: carenza di vitamine, sbalzi ormonali femminili legati al ciclo mestruale o alla menopausa (ma ricordiamo anche la depressione in gravidanza e quella post parto), nonché alcune malattie della tiroide. Anche alcuni farmaci possono provocare depressione. Per cui se nessuno di questi fattori sarà rilevato, il passo successivo sarà quello di una visita medica specialistica, con uno psichiatra.

Attualmente non esiste un’analisi del sangue o una qualunque altra indagine strumentale atta a diagnosticare la depressione. Si fa comunque riferimento al cosiddetto DSM (un manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, contenente linee guida), spesso molto criticato e da aggiornare, ma comunque a tutt’oggi il mezzo più utilizzato ed accreditato per questo tipo di patologie. La visita con lo psichiatra consiste in un dialogo, nel corso del quale si vanno ad analizzare alcuni fattori, ad esempio:

  • Quali sono i sintomi precisi?
  • Da quanto tempo si manifestano?
  • Quanto incidono sulla qualità della vita, e dunque quanto sono gravi tali sintomi?
  • E’ stata diagnosticata una depressione di qualche tipo in precedenza ed è stata mai curata?
  • Se sì, quali i trattamenti sono stati effettuati e quali hanno funzionato?
  • Parenti con depressione?
  • Se sì come sono stati trattati e quali cure hanno funzionato meglio?
  • Uso di droghe o alcolismo?
  • Pensieri di morte o suicidio?

Se si risponde positivamente a molte domande di questo tipo, secondo il DSM si può confermare una diagnosi di depressione. Una curiosità: il DSM è stato aggiornato più volte. Attualmente è in vigore la IV edizione. Per questo spesso si trova l’abbreviazione DSM IV. Va infine detto che si può parlare di episodio di depressione solo se i sintomi perdurano per almeno due settimane. Di seguito, un approfondimento sulle cause della depressione.

 

 

 

 

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