Depressione o tristezza? Capire i sintomi di un disturbo psichiatrico

di Cinzia Iannaccio 18

Fino a qualche tempo fa si parlava di depressione con molta leggerezza: “vedrai che poi passa da sola; è una persona svogliata; si tratta solo di stanchezza”, queste le frasi che venivano utlizzate in relazione a sintomi depressivi. Ma come capire se si tratta veramente di un disturbo psichiatrico, da curare o di pura tristezza e melanconia passeggere? Come capire quando è necessario rivolgersi ad uno specialista per una terapia? Come spesso facciamo in questi casi, partiamo da una definizione del termine.

Cos’è la depressione?

La depressione è una malattia psichiatrica caratterizzata da un deficit del tono dell’umore. Le cause scatenanti sono numerose e non ancora tutte conosciute. Di certo a livello neurobiologico esiste un’alterazione del funzionamento di alcuni neurotrasmettitori cerebrali capaci di regolare l’umore. Se si alterano dunque i livelli di serotonina, noradrenalina e dopamina (tanto per citare i più importanti) si “cade in depressione“! Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) almeno il 10% delle persone soffre di questa patologia che si stima nel 2020 arriverà al doppio dell’incidenza, divenendo la malattia in assoluto più diffusa e la seconda per effetto invalidante. Colpisce prevalentemente le donne, in un raporo 2 a 1.

I sintomi della depressione e la differenza con la melanconia

La depressione può iniziare a causa di un evento scatenante (un lutto, un grande dispiacere, un tradimento), oppure anche lentamente, in modo subdolo. Lo stesso si può dire della tristezza e della melanconia. I sintomi sono comuni:

  • Abbassamento del tono dell’umore
  • Perdita di interesse nelle cose quotidiane
  • Insonnia o ipersonnia, caratterizzata da un costante desiderio di dormire
  • Mancanza di energia, stanchezza
  • Scarsa autostima
  • Perdita di appetito o attacchi di bulimia
  • Visione totalmente negativa delle cose
  • Desiderio di morire

Sono tutte reazioni affettive normali se passeggere (e soprattutto se dovute ad un triste evento scatenante). Ma se perdurano per almeno due settimane ed arrivano a compromettere la vita quotidiana di chi ne è affetto, è probabile che non si tratti di melanconia ma di depressione.

La depressione si può curare?

Nella maggior parte dei casi la depressione si può e si deve curare, il più precocemente possibile, rivolgendosi ad uno specialista: uno psichiatra. Solitamente le indicazioni prevedono farmaci antidepressivi e/o psicoterapia. Purtroppo solo il 40% dei pazienti attualmente ha una diagnosi precisa e meno del 20% si cura adeguatamente. Un errore importante, perché la maggior parte degli attacchi di depressione, se adeguatamente trattati, possono regredire nell’arco di un paio di mesi. Oltre la depressione comune, esistono altre sue manifestazioni: la depressione post partum, il disturbo bipolare, la distimia e la cosiddetta depressione stagionale (o disturbo affettivo stagionale). Per approfondire quaeste tematiche potete leggere i post che seguono: