Sos gioco, il nuovo sito per aiutare i poker-dipendenti

di Marco Mancini 5

La medicina moderna è riuscita a trovare il rimedio per quasi tutti i tipi di patologia, ma per uno, almeno per ora, non esistono “vaccini”. E’ come una malattia in continua evoluzione, sembra estendersi a macchia d’olio, e sta contagiando sempre più persone anche in Italia. Si chiama “ludopatia“, meglio conosciuta come “febbre del gioco“.

Secondo l’associazione contro le dipendenze Saman, in Italia a soffrire di ludopatia è circa l’1,5-3% della popolazione, che in termini assoluti si può quantificare dai 900 mila agli 1,8 milioni di individui. Un’epidemia si potrebbe definire. Ma in cosa consiste effettivamente?

Si tratta di una vera e propria dipendenza che colpisce i giocatori incalliti, coloro che non riescono a smettere di giocare a videopoker o giochi simili anche on-line, finendo per spendere tutti i propri risparmi senza rendersene conto. Purtroppo, a differenza di altri casi, nemmeno la famiglia riesce a far smettere queste persone di giocare, e così la patologia rischia sempre di più di aggravarsi.

Per risolverla, l’associazione Saman ha aperto un sito internet, www.sosgioco.it, in cui chi ha questo tipo di problema, ma anche chi può soltanto sospettare di averlo, può ricevere risposte a tutte le proprie domande, ed anche una consulenza on-line con degli psicologi i quali, se necessario, indirizzeranno l’individuo verso i centri di aiuto più vicini alla propria residenza.

Sul sito, per tutti quelli che avessero anche un minimo dubbio, è disponibile anche un test fai-da-te, in cui vengono proposte 15 domande per capire se si è un giocatore incallito, uno che lo fa per passatempo o solo un semplice curioso. Secondo Fabio Felici, direttore dell’Agenzia giornalistica concorsi e scommesse Agicos, le persone coinvolte ogni anno nei giochi d’azzardo sono circa 30 milioni, di cui 12 milioni ne sono “appassionati”. Dalla semplice passione alla dipendenza il passo è minimo, e questo sito può dare una mano ad evitarlo.

[Fonte: ansa; sos gioco]

Commenti (5)

  1. Mi domando come possiate aiutare coloro che dipendono dal gioco quando sulla home compare l’invito a giocare on line a poker con Game twist..Cos’è un test?

  2. capisco il suo disappunto, ma vorrei precisare che noi non aiutiamo nessuno, diamo solo notizie e al massimo indichiamo dei siti o dei servizi di aiuto, ma di certo noi non avviamo nessun tipo di terapia; e secondo, le pubblicità sono messe automaticamente da Google in base alle parole chiave dell’articolo, dunque se nell’articolo si parla di gioco d’azzardo è molto probabile che esca la pubblicità del poker online. Non dipende dalla nostra volontà.

  3. Buongiorno,

    ogni giorno assistiamo, inermi, al dilagare del triste e agghiacciante fenomeno dell’attaccamento al gioco d’azzardo nelle sue varie forme: videopoker, macchinette varie, lotto, superenalotto, gratta e vinci, casino, ecc.
    Persone prese da un vortice dal quale non riescono più ad uscire dilapidano tutti i loro averi a discapito anche di bisogni essenziali quali l’alimentazione, la sanità, la cura di loro stessi, dei propri figli e familiari arrivando a trascurare anche gli affetti e le relazioni sociali.
    Tramite i media ci giungono notizie di mogli che, disperate, arrivano a chiedere al giudice l’interdizione per i propri mariti; altri che si rivolgono a strutture che cercano in vario modo di aiutare chi si trova a convivere con persone colpite da questa “malattia”.
    Da più parti si alzano i cori che gridano a gran voce: “fermiamo la ludopatia!” ma sembrerebbe che, come per il fumo, da una parte lo Stato obbliga a riportare frasi “deterrenti” sui pacchetti di sigarette e, dall’altra, non può fare a meno dei fumatori che rimpinguano le sue casse. Eppure, secondo me, un modo per contrastare questa brutta piaga del gioco d’azzardo esiste ed è abbastanza semplice da applicare.
    Occorre obbligare i partecipanti ai vari giochi gestiti dai Monopoli di Stato a dichiarare preventivamente la propria situazione patrimoniale tramite la certificazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). In base all’indicatore ISEE ogni giocatore si vedrà assegnato un limite massimo mensile di giocata. Per verificare che questo limite non sia superato ogni giocatore dovrà utilizzare/esibire il codice fiscale/tesserino sanitario.
    Cordiali saluti

    1. Purtroppo, conosco molto da vicino questo problema. Un passaggio come quello che suggerisci significherebbe una scheda di accesso personale, di cui queste infernali macchinette dovrebbero essere dotate. E a quel punto basterebbe bloccare il gioco sopra una cifra minima. E’ troppo complicato, se sparissero dai bar sotto casa, sarebbe meglio. Per un giocatore d’azzardo avere il videopocker o la slot a 200 metri è un’istigazione al gioco. E’ una malattia e c’è una dipendenza. E’ come sventolare all’eroinomane la droga ed aspettare di vedere se resiste o meno, o per seguire il tuo esempio è come mettre uno che vuole smettere di fumare in una stanza in cui tutti fumano. Il problema sai quale è? Che allo stato (con la lettera minuscola) non interessano i costi socio sanitari del tagbagismo, seppur notevoli, figurati se gli frega qualcosa di una malattia che in ospedale non è curata e che costa solo al malato, mandandolo sul lastrico.

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