Cosa mangiare e cosa evitare in caso di allergia al nichel

di Cinzia Iannaccio 3

L’allergia al nichel che solitamente si manifesta con una dermatite da contatto più o meno violenta è una patologia insidiosa, che può sviluppare la sintomatologia in qualunque momento. Spesso anche con crisi respiratorie tipiche dell’asma o gastroenteriti. La causa sta nel fatto che il nichel è praticamente ovunque ed anche se non vogliamo in un modo o nell’altro rischiamo di venire a contatto con questo metallo: è presente anche negli utensili da cucina, nei detersivi e nei cibi, oltre che nei gioielli, e nei cosmetici tutte cose che solitamente vengono maggiormente usate dalle donne rispetto agli uomini, tant’è che l’appartenenza al genere femminile rappresenta un vero e proprio fattore di rischio.

Nel caso dell’allergia il medico dovrà aiutare il paziente a comprendere anche le fonti più improbabili di nichel, compresi gli alimenti. Ecco dunque che anche noi di medicinalive cerchiamo di tracciare un promemoria al riguardo: cosa mangiare e cosa evitare in caso di allergia al nichel. In generale, le verdure a foglia larga sono quelle più ricche di nichel (150-300 microgrammi ogni 100 gr.) mentre le carni ed i latticini ne contengono meno.

In particolare invece possiamo dire che vanno evitati lattuga, carote, asparagi, funghi, cipolle, spinaci, pomodori, legumi (fave, ceci, fagioli, lenticchie, piselli, soia); mais, farina integrale e farina di mais; pere, prugne, uva passa; nocciole, mandorle e arachidi; margarina; lievito chimico; aringhe e ostriche. Da escludere anche la cottura dei cibi in pentole acciaio inox (preferire piuttosto tegami in alluminio, vetro o teflon, escludendo per il medesimo motivo anche cibi in scatola.

E’ possibile invece mangiare seppur in quantità moderata cavolfiore e cetrioli; riso brillato e farina 00; il resto della frutta oltre quella sconsigliata, e la marmellata fatta in casa; olio d’oliva, caffè e uova. Tutto il resto (carne, pesce e latte con i suoi derivati) si può mangiare senza ansie. E’ comunque sempre importante parlarne col proprio medico che saprà fornirvi anche delle indicazioni nutrizionali bilanciate adeguate alla vostra persona.