Diossina: uova, latte e carne contaminati in Germania

di Cinzia Iannaccio 4

Diossina, uova, latte e carne di maiale oltre che i prodotti derivati, potrebbero essere contaminati: ad un livello 10 volte superiore rispetto a  quello consentito dalla legge. La salute sarà a rischio? Gli esperti giurano di no. Ma solo ieri parlavamo del secondo decesso causato in Italia per il morbo della mucca pazza ed ecco che arriva un nuovo allarme alimentare. Riguarda in questo caso la Germania dove sono stati chiusi ben 4.700 allevamenti di polli e maiali. Sotto accusa una società la Harles & Jentzsch, che ha già confessato di aver volontariamente “aggiustato” i mangimi a questi destinati, con residui di olio biodiesel contenente dosi molto alte di diossina. Il problema è che dalle analisi effettuate da una società privata, la rischiosa anomalia era stata evidenziata già da Marzo dello scorso anno, ma l’allarme è giunto al Ministero per la Salute tedesco solo il 27 dicembre, pochi giorni fa.

Nel frattempo, secondo alcune testate giornalistiche e la denuncia degli ambientalisti sarebbe a rischio anche il latte.  Alcune partite di uova, sarebbero state esportate in Olanda e da qui lavorate in prodotti derivati ed reimmessi sul mercato. E l’Italia? Un litro di latte su 5 che beviamo viene dalla Germania, tanto per raccontare una minima parte di questi passaggi alimentari. Il panico si sta diffondendo tra tutti i consumatori della Comunità Europea forse in modo eccessivo, ma una cosa è certa: urge un deciso passo avanti nella legislazione, affinché l’etichettatura con la provenienza degli alimenti sia obbligatoria per tutti i prodotti.  E soprattutto sia unitaria, valida cioè a livello internazionale. La Coldiretti pone l’accento proprio su tale questione (cosa già fatta anche ieri riguardo ai commenti sul caso della mucca pazza) e di certo non demorde, così come faranno le varie associazioni di consumatori. Insomma è inutile che in Italia vi sia una sicurezza alimentare ineccepibile sui prodotti nostrani, se poi al supermercato troviamo cibi che hanno origine o sono lavorati altrove pur avendo un nome e un’etichetta italiana.

Gli specialisti del settore tranquillizzano: anche se i livelli di diossina in questione sono molto  superiori rispetto alla normativa non sarebbero pericolosi per la salute. La sostanza, come sappiamo può condurre al cancro, a danni del sistema immunitario, al fegato, alla pelle, soprattutto agli embrioni, come la storia troppo spesso ricorda. La diossina non si degrada, si disperde e permane nell’ambiente. Non è certo il primo caso. Anche in Italia abbiamo avuto degli allarmi di questo tipo, ma qui per fortuna immediati, non dopo 9 mesi! Addirittura una ricerca condotta presso l’Università Cattolica di Piacenza ha misurato quanta diossina è presente nel latte materno! Pare che nel corso degli anni i suoi livelli siano diminuiti! Insomma conviviamo con questa pericolosa sostanza ed è ora di dire basta. Non trovate? Nel frattempo però non possiamo vivere nell’ansia: cercate di leggere e comprendere le etichette dei prodotti prima dell’acquisto e ricordate che per le uova italiane dovete trovare la dicitura IT ed una serie di codici che arrivano ad indicare la perfetta tracciabilità, fino allo stabilimento di produzione.

Vi propongo un nuovo sondaggio:

[poll id=”9″]

La vostra opinione, come sempre è preziosa, anche nei commenti. Per approfondimenti leggete gli articoli di seguito.

Sicurezza alimentare: l’Europa è davvero così sicura?

Taranto: diossina oltre la soglia nel latte materno

Carne alla diossina è allarme

Alimentazione: nell’UE cala il ricorso ai pesticidi

Mozzarella blu, il ministro Fazio rassicura

Uomini, attenti alle uova

Uova alla diossina in Germania, rischi per l’Italia minimi per Fazio

Diossina

[Fonte: Bild.De]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>