Fertilità a rischio per i giovani che vivono in città

di Valentina Cervelli 4

 Sebbene il nostro sia un mondo sovrappopolato rispetto alle risorse che è in grado di offrire, un problema che con sempre più prepotenza si sta affacciando nella società attuale è quello della fertilità. Sia le donne che gli uomini risultano meno fertili che in passato. Ed è proprio su questi ultimi che una recente ricerca si è concentrata, sottolineando come i giovani che vivono in città siano meno fertili di coloro che vivono nelle campagne.

Che lo smog potesse agire in maniera negativa sul corpo umano era un fattore risaputo: lo abbiamo verificato attraverso la maggiore incidenza di patologie respiratorie e cardiovascolari, ma non eravamo ancora giunti ad avere la riprova che lo stress della città, l’inquinamento, la sedentarietà potessero influire anche sulla motilità e sulla quantità di spermatozoi presenti nello sperma maschile.

La realtà ci riporta ad un brusco risveglio: di media, i giovani che vivono nelle grandi città sono meno fertili degli altri. Ed a confermarcelo ci pensa la Siams, Società Italiana di andrologia e medicina della sessualità che lancia un vero e proprio allarme basandosi sui risultati di tre differenti ricerche in materia e spiega:

Il 33,4% dei ragazzi sottoposti all’indagine è ipofertile e l’11,7% è gravemente ipofertile.

In poche parole gli spermatozoi degli italiani “cittadini” sono sia minori in quantità (circa un quarto di meno) e meno attivi. Il tutto da ascrivere a sovrappeso, alcol, fumo, droghe  e pesticidi. Uno scarto molto alto rispetto ai coetanei che vivono in campagna, che possono contare su un “potenziale di fertilità” più alto di circa il 30%.

Ma c’è di più. I giovani di oggi, in materia di fertilità, “perdono  anche nei confronti della generazione a loro più vicina, ovvero quella degli attuali quarantenni. Anche rispetto a loro è registrabile un calo decisamente sensibile: abbiamo infatti una diminuzione pari al 25% degli spermatozoi.  Secondo il presidente del Siams Carlo Foresta, la colpa è da ricercare

nell’esposizione ambientale a pesticidi, inquinanti ambientali che agiscono come distruttori endocrini, spiazzando le fini regolazioni ormonali che modulano lo sviluppo dell’apparato riproduttivo, durante le prime fasi dell’embriogenesi.

Il consiglio, data la quasi certa impossibilità a traslochi per fini spermatici, è quello di tenere sotto controllo gli altri fattori di rischio.

Photo Credit | Thinkstock

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Siams

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