Dipendenze: sali da bagno nuova droga?

di Valentina Cervelli 4

Sembra che quando si tratti di dipendenze, l’essere umano diventi estremamente propositivo. In America è stato trovato il modo di “sballarsi” attraverso dei particolari sali da bagno, considerati legislativamente legali.  Parliamo dei “catinoni” venduti nella forma di una polvere bianca cristallina, molto simili per composizione alle metanfetamine.

Per subirne gli effetti devastanti basta annusarli, fumarli o iniettarli tipo crack. L’effetto sul corpo umano è devastante, e le storie raccolte sulla loro “efficacia” hanno dell’incredibile. Il New York Times, che ne riporta alcune, lascia davvero senza fiato: persone che si lanciano nel vuoto, omicidi, persone che si autolesionano convinte di avere qualcosa sotto la pelle.

Suicidi e lesioni.  Atti orribili tutti causati da queste sostante stupefacenti, vendute come sali da bagno, che si stanno diffondendo in maniera fortissima, soprattutto tra i più giovane. Gli States li stanno man mano vietando in ogni stato, ma in alcuni casi il blocco della vendita si sta rivelando molto più difficile del previsto.

Il maggiore effetto di queste droghe è quello di creare delle allucinazioni fortissime a chi le assume, a causa della presenza dei sali di mefedrone o metilendiossipirovalerone (Mdpv).

Le prime conseguenze a livello clinico sono in forte aumento della temperatura corporea, fino a 42 gradi, un aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca. Ed il loro contrasto è più difficile di ciò che ci si aspettasse. Infatti anche la somministrazione di forti tranquillanti non sembra sortiure gli effetti desiderati, tant’è che per sedare coloro che li avevano assunti, molti medici hanno rivelato di averli  sottoposti ad anestesia totale. Commenta Mark Ryan, direttore del Poison Center della Louisiana:

Se si mettono insieme gli effetti peggiori di metanfetamine, cocaina, PCP (fenciclidina), ecstasy e Lsd, allora si ha un’idea di cosa a volte noi vediamo qui. Le conseguenze psichiche possono permanere anche per diversi mesi.

Sebbene in modo meno virale, questa “droga” è diffusa anche in Europa.

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Fonte: Corriere della Sera