Cos’è l’eritropoietina?

di Cinzia Iannaccio Commenta

Cos’è l’eritropoietina nota anche con il nome EPO? Si tratta di un ormone fisiologico -glicoproteico- che stimola la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo. E’ secreto essenzialmente dal rene, quando si abbassano i livelli di ossigeno nel sangue. E’ prodotto anche in forma sintetica, come farmaco per curare alcune patologie legate ai globuli rossi ed in questa formulazione viene illegalmente utilizzato nello sport quale sostanza dopante. Vediamo insieme quali altre cose occorre sapere al riguardo.

Eritropoietina ed anemia

Bassi livelli di ossigeno sono spesso un sintomo di anemia, correlata a diminuzione di globuli rossi che-come è noto- sono molecole deputate a trasportare l’ossigeno ai vari organi attravero il sangue. Per tali motivi l’eritropoietina è utilizzata nel trattamento dell’anemia, in alternativa ad una trasfusione. Attualmente esistono due tipi di eritropoietina farmacologica che hanno comunque le stesse capacità terapeutiche: l’epoietina e la darbepoietina.

 

Epo e sport

Ovviamente, poiché questo farmaco stimola una maggiore ossigenazione agli organi è utilizzato -in modo dunque inopportuno-per aumentare le performance sportive.

 

Eritropoietina e fegato

In minima parte-solo il 10% dell’eritropoietina in circolo- questo ormone può essere prodotto anche dal fegato.

 

Le analisi del sangue ed i livelli normali

Il livello normale di eritropoietina nel sangue è nel range da 4 a 24 milliunità per millilitro. Livelli anormali di questo ormone possono essere dovuti a malattie dei reni o del midollo osseo. Bassi livelli sono ad esempio spesso provocati da una diminuzione dei globuli rossi o anemia associata a malattie renali, mentre livelli eccessivi possono rappresentare un campanello d’allarme per un tumore al rene o per la policitemia, condizione caratterizzata da un elevato numero di globuli rossi. Come si fa il test? E’ necessario essere a digiuno per 8-10 ore prima del prelievo e soprattutto essere in totale relax nei 30 minuti precedenti in quanto lo stress e l’attività motoria possono alterarne i risultati.

 

 

 

 

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Foto: Pixabay

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