Leptina alta nel sangue, cura, sintomi, cos’è e cosa fare

di Cinzia Iannaccio Commenta

Quale cura viene utilizzata in caso di leptina alta? E’ questo l’interessante quesito giunto in redazione per la rubrica “Chiedi all’esperto, consulti online su Medicinalive”. E’ l’occasione con l’ausilio del dottor Mario Francesco Iasevoli, endocrinologo, per  comprendere anche cos’è la leptina, a cosa serve, quali problemi e sintomi provoca una sua alta concentrazione nel sangue e da cosa è provocata questa alterazione.

Descrizione dettagliata del problema:

“Salve mia cugina, che vive in Colombia,ha 24 anni, ed ha un valore di leptina che è più del doppio del valore normale. In Colombia le hanno dato una cura con i seguenti tre farmaci: siluet 1 cp al giorno a digiuno, finobes 1 cp dopo pranzo e 1 cp dopo cena, glucophage xr 500 1 cp dopo colazione e 1 compressa dopo cena. Quale terapia viene utilizzata qui in Italia per questo tipo di pazienti? Grazie!”

Specializzazione: Endocrinologia e Malattie metaboliche

Tipo di Problema: Leptina alta

 

Risponde il dottor Mario Francesco Iasevoli specialista in endocrinologia e malattie del metabolismo presso l’Unità Operativa Complessa Endocrinologia-Azienda Ospedaliera Universitaria II Policlinico-Sun di Napoli.

“Salve, il quesito posto è alquanto interessante. Come saprá la leptina è un ormone che riduce il senso di fame e viene prodotto dal tessuto adiposo ed esplica la sua azione sui centri della fame ipotalamici. La sua produzione è regolata sia geneticamente che ormonalmente. La mancanza del gene che produce tale ormone determina nei topi di laboratorio obesità così come il mancato funzionamento del recettore a livello ipotalamico che porta a resistenza alla leptina. Alti livelli di insulina aumentano la sintesi di leptina, mentre gli ormoni tiroidei, l’ormone della crescita e i glucocorticoidi la riducono.

I processi infiammatori ne aumentano i livelli plasmatici (nel sangue ndr). Oltre ad avere effetto anoressizzante è implicata anche nell’angiogenesi e nelle malattie autoimmuni. Nel caso specifico molto probabilmente si tratta di una resistenza alla leptina per mutazione del suo recettore che può portare a scarso controllo del senso di fame ed a obesità. L’aumento degli adipociti innalza i livelli di leptina e il processo infiammatorio che si associa all’incremento di peso peggiora il tutto. In Italia il dosaggio della leptina non si effettua se non per fini di ricerca e di fatto non esiste in commercio nessun farmaco che abbia come indicazione d’uso l’iperleptinemia.

Le posso solo dire che il fine terapeutico dovrebbe essere quello di tenere l’insulinemia bassa, ridurre il senso di fame, aumentare i livelli degli altri ormoni anoressizzanti come le catecolamine e la serotonina, ridurre il processo infiammatorio e con esso i livelli di cortisolo. Quindi potrebbe essere utile assumere un corretto stile di vita, con un’alimentazione equilibrata fatta di 6 pasti al giorno, pasti equilibrati con pochi zuccheri semplici e grassi saturi,ricchi in fibre e in antiossidanti, vitamine e minerali e grassi insaturi all’interno di un regime ipocalorico.

Fondamentale sarebbe iniziare un pò di attività fisica che riduce lo stato infiammatorio e il cortisolo. Esporsi al sole e passeggiare per iniziare sarebbe l’ottimale. Come terapia farmacologica l’uso di farmaci che stabilizzano l’insulinemia come il Glucophage può essere utile, così come integratori con fibre alimentari come il siluet. Per aumentare le catecolamine consiglio integratori a base di caffeina e sinefrina. Di più non posso dirle. Spero di essere stato di aiuto

Cordiali saluti
[email protected]

Per altre domande da porre al dottor Iasevoli o ad altri specialisti visitate la pagina “Chiedi all’esperto: consulti online su Medicinalive“.

Si rammenta e sottolinea quanto segue:

Non si effettuano diagnosi online e neppure si prescrivono terapie : Medicinalive e gli esperti coinvolti propongono contenuti a scopo esclusivamente informativo, che mai, in nessun caso possono sostituire una visita specialistica diretta o il rapporto con il proprio medico curante, le uniche basi attraverso cui dopo una diagnosi certificata ed una visita clinica è possibile prescrivere un qualunque trattamento.

Foto: Thinkstock

 

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