Alluce valgo, la soluzione in un plantare

di Valentina Cervelli Commenta

Curare con un plantare l’alluce valgo è possibile. Quest’ultimo è un disturbo tra i più fastidiosi che colpiscono i piedi delle persone. Sebbene sia una patologia comune ad entrambi i sessi, sono le donne a soffrirne in percentuali sempre più alte, spesso a causa delle calzature che indossano.

Portare tacchi non adatti può portare infatti al “deragliamento” delle piccole ossa del metatarso che dovrebbero tenere in linea l’alluce, con la conseguente formazione di un callo osseo che va a premere sulla carne irritando la pelle. Vediamo oggi come contenere questo disturbo senza avvalersi della chirurgia.

Si chiama ortesi plantare ed è un dispositivo medico che viene prescritto principalmente dall’orteopedico e dal fisiatra, i due professionisti specializzati e competenti nella cura di problemi ossei. Si trarra di una soletta  ortopedica creata su misura per ridurre sensibilmente gli squilibri nella postura e rendere adeguata la pressione che va a gravare sul piede durante il passo.

Questi ultimi due fattori infatti, se non equilibrati alla resistenza del piede, possono aggravare l’alluce valgo.

Questo particolare plantare deve essere adatto ad assorbire l’onda “d’urto” del piede e soprattutto dell’alluce nel momento in cui lo stesso è in utilizzo e contemporaneamente stabilizzarlo nella fase d’appoggio per ridurre l’impatto sull’avampiede.  In poche parole deve consentire un’adeguata distribuzione del peso.

A tal scopo deve essere creato seguendo dei criteri ben specifici che vi elencheremo, fermo restando che il problema dell’alluce valgo deve essere concepito concentrandosi sul singolo individuo senza generalizzare: al contrario si rischierebbe di produrre ortesi inutili.

Il primo fattore da tenere in considerazione è l’età: il plantare dovrà essere pensato a seconda della necessità del paziente. Non si può pensare infatti di creare per una persona anziana un plantare più correttivo che comodo. Allo stesso modo la dimensione del piede ha la sua importanza: ad una pianta larga va correlata una protesi importante ma che si trovi bene con le calzature dell’interessato, al fine di non vanificare lo sforzo correttivo.

La sudorazione ed eventuali patologie del piede pre-esistenti: la calzatura deve essere adeguatamente traspirante ed il plantare deve essere creato tenendo conto di possibili malattie pregresse a carico del piede.

Ultimo ma non per importanza, il peso della persona. A seconda dello stesso si dovrà scegliere il materiale più adatto alla costruzione dell’ortesi.

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