Allattamento al seno, 10 regole da seguire

di Valentina Cervelli Commenta

Arriva l’appello dei neonatologi per un allattamento al seno corretto del quale i piccoli possano beneficiare. Per questo motivo gli esperti della Società Italiana di Neonatologia hanno composto un decalogo rivolto alle donne appena divenute madri.

1. Informazione prima dell’allattamento

Prima che arrivi il momento di allattare al seno il neonato è necessario comprenderne appieno i benefici, come deve essere eseguito e cosa comporta. E’ consigliato partecipare ad incontri dedicati, magari insieme alla propria famiglia, per evitare di credere in falsi miti e compromettere questa parte importante della vita del bambino .

2. Contatto mamma-bambino

Il primo contatto tra mamma e bambino non deve essere sottovalutato. Se non vi sono impedimenti di natura patologica, il contatto pelle a pelle consente di facilitare il bonding e quindi di preparare adeguatamente il piccolo a riconoscere la madre per l’eventuale prima poppata di lì a breve, momento in cui verificare anche la posizione migliore per entrambi.

3. Calo di peso

E’ necessario tenere sotto il calo di peso del bambino che di solito si verifica dopo la nascita. Esso serve a comprendere se l’allattamento al seno è sufficiente o vi sia bisogno di aggiungere del latte artificiale a quello materno.  Di solito il calo di peso del piccolo è di circa il 5% con un massimo del 10%, considerabile ancora accettabile. Di comune accordo con la pediatra, se maggiore, è necessario organizzarsi per un eventuale aggiunta o di latte materno estratto o artificiale. Di solito il recupero avviene entro due settimane.

4. Ciuccio

Esso va evitato per tutto il tempo necessario al consolidamento dell’allattamento al seno. Iniziando a fornirlo al bambino intorno alla 3°-4° settimana di vita anche come eventuale mezzo di prevenzione della SIDS, la morte in culla.

5. Latte artificiale

Esso deve essere utilizzato solo se il latte materno è assente, o la madre è affetta da una patologia per la quale l’allattamento è sconsigliato. Prima di utilizzare del latte artificiale sarebbe meglio ricorrere alle banche del latte umano donato.

6. Banche del latte

Non bisogna avere paura di usufruire delle banche del latte. Esse sono adeguatamente regolamentate e rifornite da donazioni volontarie. Non bisogna dimenticare i benefici che comporta l’alimentazione neonatale basata sul latte materno: riduzione delle coliche, maggiore tolleranza alimentare e prevenzione di molte malattie.

 

7. Alimentazione della mamma

La madre del piccolo deve alimentarsi in modo corretto: la sua dieta deve possedere il giusto apporto proteico, energico e di calcio. Essenzialmente non sono previste limitazioni, ma deve essere il più varia e e sana. Si sconsiglia fortemente una dieta vegetariana o vegana nel momento dell’allattamento per evitare possibili carenze di vitamina B12 nel neonato.

8. Allattamento nelle donne pretermine

L’allattamento nelle donne che partoriscono pretermine può risultare un tantino più difficoltoso. E’ per questo che i sanitari devono consentire ai genitori l’accesso al reparto insieme a contatti prolungati con il piccolo. Il latte materno, mai come in questi casi, è fondamentale per la ripresa e lo sviluppo del bambino. E’ da considerare come un farmaco essenziale nei neonati prematuri dal peso alla nascita minore di 1,5 kg.

9.  Suzione del seno ed estrazione del latte

E’ importante facilitare l’attacco al seno dei neonati. Per ottenerla è necessario spremere la mammella per “svuotarla” leggermente, integrando poi l’alimentazione del piccolo con il latte materno spremuto. Si tratta di una tecnica da impiegare soprattutto quando si ha a che fare con un neonato prematuro. Essa può essere condotta sia con un tiralatte manuale che elettrica. In quest’ultimo caso è consigliabile eseguirla contemporaneamente da entrambe le mammelle. E’ importante tenere un diario per segnare le quantità di latte raccolto e il numero delle spremiture.

10. Attenzione ai falsi miti

I falsi miti sono da evitare. Uno tra tutti quello che spiega che la birra faccia produrre più latte: con le dosi di alcol in essa contenute si rischia solamente di fare del male al bambino. Allattare, inoltre, non porta ad un abbassamento della vista. Né una successiva gravidanza precoce deve causare lo stop all’allattamento del bimbo già nato.

Photo Credit | Flickr – Pixabay

Photo Credits | Pavel Ilyukhin / Shutterstock.com

 

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