Cile: la rinascita dei minatori e la loro salute

di Cinzia Iannaccio Commenta


I minatori cileni. Stanno tornando in superficie in queste ore, dalle viscere della terra. Più di 20 minuti per passare attraverso uno stretto tunnel e poi, tante lacrime liberatorie. Sembra la descrizione della nascita di un bambino, e come tale è un momento indimenticabile che restituisce la vita a 33 uomini, dopo ben 67 giorni.  Da subito ci si è preoccupati della loro salute psicofisica. Nulla è stato lasciato al caso.

Agli uomini sono state fornite delle tute termiche e degli occhiali scuri particolari (di fabbricazione italiana). Servono per tutelarli dai primi grandi contrasti. Il loro organismo è ormai abituato ad un clima caldo ed umido, mentre la notte nel deserto cileno è fredda. La loro pelle va invece protetta dal sole diurno.

Hanno sopportato una temperatura costante di circa 40° senza una corretta idratazione e ora, squilibri elettrolitici potrebbero mettere a rischio la salute del loro sistema cardiovascolare. Il check-up al quale vengono sottoposti appena usciti prevede infatti una visita cardiologica ed analisi del sangue che verifichino i valori del potassio, del sodio, del calcio e del magnesio che potrebbero aver perso in seguito a disidratazione: sono sali minerali fondamentali per il corretto funzionamento del cuore.

Il tutto è reso più pericoloso a causa dello scarso movimento al quale sono stati costretti e alla profondità della grotta: circa 700 metri, quasi un chilometro. E’ uno dei motivi per cui la capsula che li riporta in superficie sale lentamente: rischierebbero un’embolia.

Un grande timore c’è anche per gli occhi. La retina in questo periodo ha lavorato in penombra e con una luce artificiale, andrà riabilitata nel tempo, da qui gli occhiali scuri che andranno portati per qualche tempo.

Ovviamente saranno poi ricercate eventuali infezioni, causate dalle scarse condizioni igieniche in cui hanno vissuto, ma un’attenzione particolare sarà rivolta al supporto psicologico.

Benché in gruppo, hanno vissuto un isolamento estremo, di quelli che solitamente vengono studiati su simulazione dalla Nasa! Dovranno riabituarsi alla quotidianità, ai volti delle persone, ai rumori, a respirare a pieni polmoni. Si stima che per il recupero fisico ci vorranno almeno 30 o 40 giorni (per i più forti), mentre le conseguenze sulla psiche potrebbero trascinarsi per anni.

Uno dei primi ad uscire ha detto:

“Non trattateci da star, siamo solo dei lavoratori”.

Certo è che una volta tanto le immagini dei telegiornali ci raccontano di storie di vita, di rinascita. Siamo felici di condividerle con voi.

[Fonte: AdnKronos]

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