Cardioaspirina in gravidanza e sindrome di Hashimoto

di Cinzia Iannaccio Commenta


Richiesta di Consulto Medico
Specializzazione Endocrinologia e malattie metaboliche
Tipo di Problema assunzione cardioaspirina in gravidanza

 

“Salve ho 37 anni, ho una tiroide di hashimoto che curo ormai da 10 anni.. sono incinta 8+3 e ho avuto una minaccia alla sesta settimana…ora va tutto bene, i miei ultimi esami con l assunzione del eutirox da 50 sono i seguenti: tsh 1.371 ft4 1.04 ft3 3.120 anti-tipo 994.11 anti-tg 819.09 Il mio endocrinologo mi ha aggiunto la cardioaspirina e io non sono convinta nel assumerlo perché ho sentito dei pareri contrari in particolar modo dal mio medico di base che me l ha sconsigliata..ora mi chiedo cosa posso fare? Lei cosa mi consiglia? Grazie infinite.”

 

Risponde il Dr. Mario Francesco Iasevoli, medico- chirurgo, specialista in Endocrinologia e Malattie del metabolismo. Email: [email protected] cell. 3458092414.

Per leggere le sue precedenti risposte ed interviste: Dottor Mario Francesco Iasevoli.

“Salve, attualmente la funzionalità tiroidea è ben compensata dalla terapia sostitutiva quindi per ciò che riguarda questo aspetto non ci sono particolari problemi. La cardioaspirina può essere somministrata a donne con minaccia di aborto per ridurre il rischio di un nuovo episodio. Però va data in casi selezionati dove è stata riscontrata come causa di aborto l’ipercoagulabilità del sangue come nel caso di iperomocistenimia o da anticorpi antifosfolipidi positivi. Di per sè è un farmaco tranquillo a basse dosi, ma bisogna valutare se realmente è il caso di usarla in quanto in gravidanza esiste una ipercoagulabilità fisiologica che potregge il feto e quindi abbassare troppo i fattori della coagulazione potrebbe essere un rischio. Non posso dirle cosa fare, se il collega lo ha ritenuto necessario penso che si debba fidare in quanto di certo ne sa più di lei e magari anche più di me. cordiali saluti”

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non si effettuano diagnosi online e neppure si prescrivono terapie. Medicinalive ed i medici coinvolti in questa rubrica propongono contenuti a scopo esclusivamente informativo, che mai, in nessun caso possono sostituire una visita specialistica diretta o il rapporto con il proprio medico curante, le uniche basi attraverso cui dopo una diagnosi certificata ed una visita clinica è possibile prescrivere un qualunque trattamento.

Foto: Thinkstock

 

 

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