Orzaiolo

di Marco Mancini Commenta

Orzaiolo

L’orzaiolo è una radice infetta di una ciglia. L’infezione raccoglie come un piccolo ascesso o sacco pieno di pus, che assomiglia ad una macchia e può essere un grumo doloroso sulla palpebra che può diventare di colore giallo sotto la superficie della pelle, a seconda di quanto pus accumula.

CAUSE: La causa è solitamente un tipo di batterio chiamato stafilococco, comunemente presente sulla pelle e causa di una varietà di infezioni, soprattutto in caso di malattie.

TERAPIA: Per arrecare sollievo al dolore e curare l’orzaiolo bastano:

  • Una semplice aspirina, paracetamolo o ibuprofene;
  • Impacchi caldi (applicare una panno imbevuto di acqua molto calda sul viso) da appoggiare sul pus e aiutare l’ascesso a sgonfiarsi;
  • Pomate antibiotiche da applicare sull’occhio nei casi più difficili (occasionalmente si ricorre agli antibiotici).

PROGNOSI: L’orzaiolo è una malattia comune, ma di solito scompare molto rapidamente e non fa ritorno. Ma se essa dovesse tornare ripetutamente, può essere perché:

  • L’infezione si è diffusa ad un follicolo vicino. Si dovrebbe essere scrupolosi nell’igiene e nella pulizia dell’occhio. Una pomata antibiotica è spesso necessaria per evitare questa diffusione;
  • Il sistema immunitario potrebbe essere indebolito, lasciando il corpo più vulnerabile alle infezioni, a causa della cattiva alimentazione, sonno insufficiente o stress. Se questo è il caso, apportare modifiche al proprio stile di vita;
  • Le infezioni ricorrenti possono talvolta essere un segno di diabete, anche se questo è improbabile se non ci sono altri problemi.

Se persistono le infezioni, il medico può decidere esami delle urine per misurare gli zuccheri. Se siete preoccupati, avete problemi con la vista o se le macchie gialle persistono, si dovrebbe consultare il proprio medico.

Fonte: [BBC]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

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