Sindrome da deprivazione materna

di Marco Mancini 1

Sindrome da deprivazione materna

La sindrome da deprivazione materna è una forma di ritardo della crescita che è causato da negligenza (intenzionale o non intenzionale).

CAUSE: La maggior parte dei casi di difetto di crescita nei neonati e nei bambini piccoli (sotto i 2 anni) non sono causati da una malattia, ma da un’interazione sbagliata con la mamma o la tata, come scarsa alimentazione, abusi e l’ignoranza dei genitori sui metodi di custodia appropriati. La mancata crescita in bambini con meno di 2 anni è definita come il mancato guadagno di peso adeguato, il fallimento di una crescita lineare, e la mancata realizzazione di alcune o tutte le tappe dello sviluppo.

Nella sindrome da deprivazione materna, anche se la madre o altri soggetti possono apparire interessati, l’interazione e il contatto fisico con il bambino può essere assente o distorto. I fattori che possono contribuire alla sindrome da deprivazione materna sono:

  • Giovane età del genitore (genitori adolescenti);
  • Gravidanza non programmata o indesiderata;
  • Livelli di istruzione inferiore;
  • Basso status socio-economico;
  • Assenza del padre;
  • Mancanza di una rete di sostegno (famiglia, amici intimi, o altri supporti);
  • Malattia mentale, tra cui la depressione post-partum grave.

SINTOMI: I più comuni sono:

  • Diminuzione o assenza di crescita lineare;
  • Mancanza di igiene appropriata;
  • Problemi di interazione tra madre e figlio;
  • Peso inferiore al quinto percentile, o un tasso insufficiente di aumento di peso.

DIAGNOSI: Un’attenta valutazione di un medico è il primo passo. Un esame fisico, l’anamnesi e esami di laboratorio semplici possono essere utilizzati per escludere importanti patologie mediche. Il medico esaminerà attentamente la curva di crescita del paziente e coinvolgerà i membri della famiglia e le agenzie di servizio sociale per aiutare la madre. L’alimentazione del bambino deve essere gradualmente aumentata fino a 150 calorie/ kg giornaliere. Se il medico è preoccupato per la sicurezza del bambino o la terapia non ha avuto successo, il bambino può avere bisogno di rimanere in ospedale.

TERAPIA: Il trattamento della mancata crescita è una grande impresa che richiede l’apporto di un team multidisciplinare tra medici, nutrizionisti, assistenti sociali, specialisti del comportamento e gli infermieri a domicilio. Molti programmi sono disponibili per i giovani genitori, le famiglie monoparentali e i genitori che hanno altri problemi. Aiutare i membri della famiglia estesa a riconoscere che esiste un problema e fornirgli un maggiore sostegno è il primo passo.

PROGNOSI: Con un’adeguata attenzione e cura, il recupero completo è possibile. Tuttavia, la negligenza grave può causare il ritardo di crescita che può uccidere il bimbo se continua. Possibili complicazioni possono essere:

  • Abbandono;
  • Ritardo dello sviluppo;
  • Abuso.

Contattare un medico se il vostro bambino non sembra crescere normalmente. Inoltre, chiedere consigli se si pensa di non sapere come prendersi cura correttamente del bambino, o se si è sopraffatti da sentimenti di tristezza o altri problemi, come la paura di far del male al piccolo.

La depressione post-partum e altre malattie mentali possono rendere i genitori disperati e incapaci di prendersi cura dei propri figli, così non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto.

PREVENZIONE: L’istruzione è una parte importante della cura prenatale. Lezioni e gruppi di sostegno per i genitori dovrebbero essere fortemente incoraggiate. I primi programmi di intervento sono specificamente progettati per raccogliere le risorse necessarie per assistere i bambini con deficit di crescita. Prima i genitori ad alto rischio partecipano a tali programmi, meglio è per il bambino.

[Fonte: Ny Times]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

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