Sinovite tossica

di Marco Mancini Commenta

Sinovite tossica

La sinovite tossica è una condizione che colpisce i bambini e che causa dolore all’anca e zoppia.

CAUSE: La sinovite tossica si verifica nei bambini prima dell’inizio della pubertà. Si tratta di un tipo di artrite dell’anca che colpisce più i maschi che le femmine con circa 4 volte in più di probabilità. La sua causa non è conosciuta.

SINTOMI: I sintomi possono comprendere:

  • Dolore all’anca (su un solo lato);
  • Zoppia;
  • Dolore alla coscia, tutta o in parte;
  • Dolore al ginocchio;
  • Febbre bassa (meno di 38 gradi).

A parte il disagio all’anca, il bambino di solito sembra normale.

DIAGNOSI: La sinovite tossica viene diagnosticata quando le condizioni più gravi sono state escluse, come ad esempio:

  • Anca settica;
  • Epifisi femorali capitale;
  • Malattia di Legg-Calve-Perthes.

I test utilizzati per diagnosticare la sinovite tossica comprendono:

  • Ecografia dell’anca;
  • Radiografia dell’anca;
  • ESR (spettroscopia);
  • Proteina C-reattiva;
  • Esame emocromocitometrico completo.

Altri test che possono essere effettuati per escludere altre cause di dolore all’anca sono:

  • Aspirazione del liquido dell’anca;
  • Scintigrafia ossea;
  • Risonanza Magnetica.

TERAPIA: Il trattamento include spesso il limitare l’attività fisica. Tuttavia, non vi è pericolo nello svolgere le normali attività. Il medico può prescrivere i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore.

PROGNOSI: Il dolore all’anca va via entro 7-10 giorni. Di solito non ci sono complicazioni a lungo termine.

Contattare un medico se:

  • Il tuo bambino ha dolore inspiegabile all’anca o zoppica, con o senza febbre;
  • Al bambino è stata diagnosticata la sinovite tossica e il dolore all’anca si protrae per più di 10 giorni, peggiora o si sviluppa una febbre alta.

[Fonte: Ny Times]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

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