Tricotillomania

di Marco Mancini Commenta

Tricotillomania

Tirare i capelli è un’abitudine che può trasformarsi in un’ossessione. La tricotillomania è definita da alcuni come un disturbo del controllo impulsivo e da altri come un tipo di disturbo ossessivo-compulsivo. Anche se è definito come un problema psicologico, la ricerca ha dimostrato che, a prescindere dalla loro abitudine, le persone affette da tricotillomania possono avere una psiche sana. Ma a volte può essere associata a depressione, ansia e altri problemi.

La tricotillomania colpisce almeno il 2% della popolazione, e comincia di solito nella pubertà, anche se in alcuni casi può apparire in età adulta. La persona di solito si strappa i capelli dal cuoio capelluto o anche le ciglia e sopracciglia, a seconda di quello che gli viene più facile, e a volte può anche strapparsi i peli del corpo.

CAUSE: La causa della tricotillomania non è nota. Molti esperti credono che sia un tipo di disturbo ossessivo-compulsivo, ma ci può essere un elemento ereditario. Qualche colpa dell’inquinamento ambientale, le infezioni da streptococco, o anche difetti del cervello o delle sostanze chimiche e nutritive del corpo possono avere un ruolo nella condizione.

La causa si trova probabilmente fra la sensazione piacevole e la reazione allo stress, almeno in termini di innesco iniziale. Spesso la gente inizia tirando i capelli danneggiati per alleviare un prurito o un follicolo, ma poi progredisce come abitudine che potrebbe perdere qualsiasi ragione.

TERAPIA: Come per altri problemi di ansia compulsiva, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) può essere molto efficace nel trattamento della tricotillomania. Con questo trattamento si cerca di scoprire la condizione che innesca il problema, e risolvere i cambiamenti di comportamento per evitare lo strappo dei capelli, come ad esempio con delle strategie di distrazione.

Alcuni trattamenti farmacologici possono anche aiutare, specialmente in combinazione con la CBT e quando vi sono problemi associati come la depressione. Ma un farmaco dovrebbe essere visto come una misura temporanea, finché non si arriva alla radice del problema. Se i farmaci vengono usati da soli, spesso i sintomi ritornano una volta che si smette di prenderli. Alcune persone hanno usato l’ipnosi, il biofeedback, la dieta e altre strategie che hanno avuto un discreto successo, ma spesso solo a livello sperimentale.

[Fonte: BBC]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>