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Vincere un male oscuro: la depressione

Un senso di immobilità, di paralisi interiore, di impotenza ci pervade: in questo stesso istante almeno una persona su venti si sente depressa, per un totale complessivo di almeno tre milioni di italiani. Ci sentiamo in
trappola, imprigionati non si sa bene dove e in che cosa.

Eppure, secondo le ipotesi della medicina complementare e olistica – che interpreta l’uomo come un insieme armonico di mente, corpo, emozioni ed energia spirituale – esiste un nesso tra depressione e vitalità. Il messaggio di questo malessere, fortunatamente, è molto più totale, profondo e “potenzialmente salutare“, esordisce Manuela Maria Mancini, giornalista e trainer di seminari di Respiro Trasformativo.

Il sintomo è un nostro alleato, che può portarci ad una reale trasformazione. “Emozioni forti, vitali, ricche di energia, compresse e negate per troppo tempo chiedono di potersi esprimere e per far questo sono disposte a tutto, anche a impedirci di vivere“. Quando ci sentiamo inadeguati, con energie insufficienti, abbiamo la forte sensazione di non farcela, il più piccolo ostacolo appare insormontabile, soffriamo di astenia, ecco che l’omeopatia risveglia le capacità di reazione dell’organismo: è una medicina di tipo informativo che agisce sulle situazioni psicologiche e spirituali dando il segnale di cosa non funziona e facendo scaturire dentro di noi le risposte su cosafare per autoguarirsi.


E’ indubbiamente la terapia più seguita tra le medicine cosiddette “alternative” e si basa sul principio che la malattia guarisce somministrando a dosi infinitesimali la sostanza. Il primo passo da compiere nel caso di problemi depressivi è quello di utilizzare elementi drenanti (fitoterapia) e rimedi di tipo energetico a bassa risoluzione per ripulire l’organismo da scorie fisiche ed emozionali. Alcuni esempi sono rappresentati da:

Sepia: estratto dal nero di seppia, è un rimedio adatto a chi è incapace di manifestare i propri sentimenti, proprio come la seppia che si nasconde dietro il suo nero. Sepia è ideale per contrastare l’umor nero e l’irritabilità, l’aggressività e il senso di solitudine.

Aurum: è il rimedio adatto per la depressione aggressiva, soprattutto per chi ha idee suicide, mentre per chi intasa la mente con continui pensieri di aggressività e rimuginazioni martellanti, persistenti cefalee, stati d’animo di malinconia e apatia, è consigliato il Natrum Muriaticum.

Calcarea Carbonica: per i soggetti incapaci di mantenere a lungo uno sforzo fisico e mentale, che hanno paura della gente e di essere sorvegliati. Per tutti quelli, insomma, che come l’ostrica – da cui si ricava il rimedio – si difendono con una chiusura totale di fronte alle avversità.

I fiori di Bach: si tratta di un tipo di terapia scoperta dall’omeopata e microbiologo Edward Bach, che consiste nella somministrazione di particolari estratti floreali. Il dottor Bach partì dall’asserto che ogni malattia scaturisce da uno stato d’animo negativo che altera l’equilibrio del corpo. Così selezionò 38 piante e fiori curativi, uno per ogni stato d’animo o sintomo fisico perché i fiori comunicano, trasmettendoci una serie di forze, di archetipi universali.

L’efficacia di questa terapia è stata certificata anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che, nel 1983, l’ ha raccomandata insieme ad altri metodi di cura naturali. “I fiori rimettono in comunicazione la personalità – entità fisica, emozionale e mentale – con la sua matrice immortale o anima, dal momento che nelle problematiche depressive questi due aspetti dell’individuo sono in conflitto“, commenta l’omeopata Matteo Rizzolo di Monza.

Aspen: è il fiore della paura impalpabile, sottile, che ci toglie luce e dà senso di oppressione. E’ un fiore adatto agli animi tormentati: quando la vita viene velata da un fumo grigio l’energia di Aspen, che si avvicina al concetto di fede, ci fa sentire che esiste una protezione globale e una luce più grande. Ma se sottostante a questa paura c’è un trauma, una ferita che va rimarginata, Star of Bethlem (detto anche Latte di gallina) ci aiuterà a cicatrizzare la ferita e ad andare oltre lo shock che impedisce il libero fluire dell’energia.

Questo fiore, infatti, nasce nella terra brulla, da un grosso bulbo nero radicato così in profondità da permettere alla pianta di sopravvivere nonostante le fredde temperature invernali. Invece, per la depressione reattiva, oppure quando si è avverato un evento esterno che ha portato dolore o lutto, consigliamo Gention (Genziana) che aumenta l’energia per far reagire alla situazione e sciogliere ogni tensione.