Attentato alle Torri Gemelle. Anomalie cerebrali per i superstiti

di Salvina 1

La spaventosa esperienza che hanno vissuto quell’indimenticabile 11 Settembre del 2001 li ha segnati profondamente per sempre, e non solo nell’anima. Uno studio condotto dallo statunitense College of Human Ecology della Cornell University ha evidenziato infatti una significativa differenza nelle dimensioni di alcune aree cerebrali, quelle deputate alla gestione delle emozioni, nei superstiti dell’attentato alle Torri Gemelle rispetto a quelle di altri individui non coinvolti nella tragedia.

I risultati sono stati ottenuti attraverso il confronto della loro risonanza magnetica con quella di un gruppo di controllo costituito da persone che in quel momento si trovavano lontane da Ground Zero. Si potrebbe trattare, secondo gli studiosi, della naturale risposta del cervello a un trauma. Da qui l’ipotesi che la medesima reazione potrebbe verificarsi in seguito ad ogni evento traumatico come un lutto o un incidente stradale.


Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista NeuroImage ha coinvolto 18 superstiti per i quali è stata rilevata una diminuzione della materia grigia in corrispondenza delle aree del cervello che governano le emozioni. Fino ad ora questo tipo di conseguenza era stato riscontrato su persone che dopo l’attacco terroristico alle Twin Towers avevano accusato disturbi psichici come depressione e attacchi di panico.

Questa è dunque la prima volta che un fenomeno analogo si riscontra in persone che, seppure provate, non hanno sviluppato questo tipo di disturbi. Tuttavia Barbara Ganzel, autore principale della ricerca, ritiene che l’atrofia di queste aree cerebrali potrebbe rappresentare un fattore di vulnerabilità per lo sviluppo di patologie psichiche anche a distanza di tempo dall’evento traumatico.

Gli esperti hanno mostrato ai soggetti dell’esperimento immagini di visi spaventati o calmi: nel campione di superstiti è stata riscontrata, in reazione a foto di persone in preda al panico, una maggiore attività a livello dell’amigdala, l’area cerebrale che gestisce le informazioni traumatizzanti. L’amigdala dei superstiti dell’11 Settembre quindi sarebbe stata resa dal trauma più piccola e reattiva.

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