Fumo e rischi per la salute, nicotina abbassa livello di attenzione

di Paola 0

Come se ne mancassero, arriva da una ricerca italiana un’ulteriore motivazione per smettere di fumare. E ovviamente in ballo c’è sempre la salute. Stavolta sotto accusa è la nicotina contenuta nelle sigarette che, secondo uno studio effettuato da un’équipe di neurobiologi della Sissa, Scuola internazionale superiore studi avanzati di Trieste, abbasserebbe il livello di attenzione (ed è bene ricordarlo dunque quando ci si mette alla guida!).

La ricerca, coordinata da Enrico Cherubini e pubblicata dalla rivista di divulgazione scientifica The Journal of Neurosciences, spiega come quest’ingrediente attivo del tabacco riesca ad influire negativamente sulla capacità dei neuroni di comunicare tra loro e di elaborare le informazioni.

Il danno è evidente dopo solo due sigarette, sufficienti a mettere in circolo nel sangue nicotina quanto basta per inibire il funzionamento degli interneuroni dell’ippocampo, alterando le nostre abilità cognitive.  Spiega Cherubini:

Gli interneuroni liberano simultaneamente, dai loro terminali, l’acido gamma-aminobutirrico, il principale neurotrasmettitore inibitorio presente nel cervello. Così riescono a sincronizzare migliaia di cellule eccitatorie e danno origine ai ritmi responsabili delle funzioni cognitive superiori. Entrando in risonanza, cioé agendo all’unisono, ci consentono di elaborare le informazioni che riceviamo dall’esterno.

Marilena Griguoli, dottoranda alla Sissa, ha scoperto, nello specifico, che gli interneuroni ”O-LM” (oriens-lacunosum moleculare) dell’ippocampo sono sensibili anche a piccolissime concentrazioni di nicotina. In questo modo il fumo altererebbe la  ritmogenesi, fondamentale per la nostra funzionalità cognitiva. La nicotina, prosegue Cherubini

riesce infatti a bloccare direttamente particolari canali ionici localizzati sulla superficie degli interneuroni, coinvolti nella ritmogenesi e molto simili a quelli responsabili del ritmo cardiaco. Si tratta di un meccanismo inibitorio diverso da quello finora noto, determinato invece dall’attivazione da parte della nicotina di recettori specifici presenti sulla superficie delle cellule nervose.

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