Il belpaese della solitudine

di Salvina 2

Mai come oggi gli uomini sono morti così silenziosamente e igienicamente e mai sono stati così soli

Così il sociologo tedesco Norbert Elias. E purtroppo la fotografia del nostro paese scattata da Telefono Amico Italia sembra dargli ragione. Molti italiani si sentono soli e bramano, per uscire dalla triste condizione esistenziale che li attanaglia, la presenza di qualcuno che sappia ascoltarli senza giudicare.

E la solitudine e il disagio non riguardano solo gli anziani, i single e chi vive in condizioni di svantaggio sociale ed economico, non lasciano scampo neppure ai giovani e a chi ha famiglia. Questo è quanto emerso dall’indagine demoscopica “Gli italiani, il disagio e la solitudine”, realizzata nel marzo scorso su un campione rappresentativo di 1.001 italiani, dal sociologo Enrico Finzi, per conto di Telefono amico.


Per l’80% degli italiani intervistati la solitudine è un’esperienza frequente e il 70% di essi la ritiene un’esperienza comune nell’Italia di oggi. Chi decide di uscirne si rivolge preferenzialmente ad amici (il 41%) e familiari (65%), mentre è piuttosto basssa la percentuale di coloro che si rivolgerebbero ad uno psicoterapeuta (1 su 10) o a un sacerdote (4 su 10). La grande maggioranza (l’80%) guarda invece con favore alla possibilità di rivolgersi a un servizio di ascolto volontario e gratuito.

Il campione, rappresentativo di 49 milioni di italiani adulti, è suddiviso in cinque aree territoriali: neo Nord Ovest, Triveneto, Centro alto, Centro basso, Neo Sud. I dati locali rivelano che Milano è la città dove ci si sente più soli, mentre Piemonte, Val D’Aosta e Lombardia vedono la media più alta di italiani che si rivolgono a Telefono amico (42%). Tuttavia, solo il 6% degli abitanti di queste regioni (pari al 9% degli italiani) si rivolgerebbe a uno psicoterapeuta in caso di bisogno.

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