Coloranti alimentari: influenzano il comportamento dei bambini?

di Salvina 1

Stando alle conclusioni dell’Agenzia di sicurezza alimentare europea (EFSA) le prove che i coloranti influenzino il comportamento dei bambini non sono sufficienti per diminuirne la dose consentita negli alimenti. Questo sulla base dell’analisi di uno studio svolto all’Università di Southampton, in Inghilterra, per conto della Food Standard Agency e pubblicato sulla rivista Lancet. Secondo la ricerca inglese ci sarebbero prove che alcuni coloranti e conservanti determinino un comportamento iperattivo e un deficit dell’attenzione nei bambini. Ma secondo l’EFSA le evidenze fornite dagli studiosi britannici sono limitate.

Lo studio infatti ha preso in considerazione l’effetto di una miscela di coloranti e non coloranti singoli. Pertanto non sarebbe in grado di dimostrare quale di essi sia responsabile degli effetti osservati. Inoltre non sarebbe chiaro se la sensibilità dimostrata dai bambini coinvolti nello studio a queste sostanze sia estendibile alla popolazione generale, nè se gli effetti osservati possano avere ricadute sul rendimento scolastico o cognitivo in generale.


Si dichiara sorpresa dalle affermazioni dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare l’associazione di difesa dei consumatori Altroconsumo. Infatti, sebbene gli studi sul ruolo dei coloranti alimentari nel Disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività (DDAI), non siano giunti sempre a conclusioni univoche ce ne sarebbe abbastanza per decretare la loro limitazione o abolizione nel trattamento dei cibi destinati ai più piccoli. Alcuni studi condotti negli Stati Uniti nel corso degli anni 70 hanno dimostrato infatti che limitare il consumo di coloranti e conservanti nella dieta dei bambini con DDAI ne migliora le condizioni. Tanto più che tali sostanze non apportano alcun beneficio dal punto di vista nutrizionale, limitandosi a conferire un aspetto più gradevole ai cibi. Tuttavia è in corso un lavoro di valutazione di tutti i coloranti che sarà completato entro il 2008. Una volta ottenuti i risultati sarà l’Unione Europea a decidere se e come agire.

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