Malattie veneree: quali sono i sintomi

di Cinzia Iannaccio 4

Le malattie veneree o malattie sessualmente trasmesse (MST) si contraggono con rapporti sessuali a rischio, ovvero non protetti da un preservativo. Rappresentano una vera e propria epidemia secondo l’Oms. Benché si parli spesso di Aids o epatite, come abbiamo già avuto modo di raccontarvi (qui) sono tante le mst a cui bisogna prestare attenzione.

Ma  quali sintomi devono metterci in allarme? Purtoppo alcune di queste sono asintomatiche, ovvero, non si manifestano con disturbi specifici e quindi a volte si rischia di contagiare qualcuno non essendo consapevoli di essere infetti: tra queste troviamo l’Aids e l’epatite B e C.

La sifilide è tra le sintomatiche. E’ causata dal Treponema pallido e provoca, dopo poche settimane dal contagio, delle ulcere non necessariamente dolorose a livello genitale. E’ un’infezione fortunatamente rara nei nostri giorni, ma esiste ancora, quindi va presa seriamente in considerazione. Se non trattata può evolvere con pericolosi danni al sistema nervoso centrale.

L’herpes genitale, da origine a delle vescicole che rompendosi provocano ulcere molto dolorose: il rapporto sessuale diventa quasi impossibile e spesso anche urinare. 

La clamidia, è tra le più diffuse infezioni genitali. Nella maggior parte dei casi è asintomatica e per questo è considerata pericolosa: può diffondersi fino alle tube e alle ovaie e provocare sterilità, dolori pelvici e gravidanze extrauterine. In altri casi può provocare sintomi leggeri o confondibili con altre patologie: prurito, leucorrea e bruciore durante la minzione.

Anche la gonorrea è considerata asintomatica benché provochi a volte, perdite maleodoranti e difficoltà ad urinare. Se trascurata può avere le stesse serie complicanze della clamidia

La candida è molto diffusa e nelle donne si manifesta solitamente con abbondanti secrezioni dense, bianche e pruriginose. Può provocare anche bruciore e dolore interno. Nell’uomo si palesa con una leggera infiammazione del glande e del prepuzio, anche se nella maggioranza dei casi è asintomatica.

Come potete vedere con questi pochi esempi, non esistono campanelli d’allarme veri e propri. L’utilizzo del preservativo è l’unica arma per escludere infezioni.

Se finora non avete avuto questa accortezza, è importante che vi rivolgiate ad uno specialista, per effettuare i dovuti test. Se si è rimasti contagiati, una terapia (a volte antibiotica) può escludere serie complicanze. Oltre lo specialista o il medico di base, potrete trovare i giusti consigli anche presso qualunque consultorio.

[Fonte: Asl di Imola]

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