Malattia da siero

di Marco Mancini 1

Malattia da siero

La malattia da siero è una reazione simile ad un’allergia. In particolare, è una reazione del sistema immunitario a determinati farmaci, proteine iniettate usate per curare le condizioni immunitarie, o un antisiero, la parte liquida del sangue che contiene anticorpi che aiutano a proteggere contro le sostanze infettive e velenose.

CAUSE: Il plasma si trova nel sangue, non contiene cellule ma molte proteine, tra cui gli anticorpi che si formano come parte della risposta immunitaria per proteggere contro l’infezione. L’antisiero è prodotto dal plasma di una persona o animale che gode di immunità nei confronti di una particolare infezione o una sostanza velenosa. L’antisiero può essere utilizzato per proteggere una persona che è stata esposta ad un microrganismo potenzialmente pericoloso contro il quale la persona non è stata vaccinata. Per esempio, si può ricevere un certo tipo di iniezione di antisiero se si viene esposti al tetano o alla rabbia. Questa si chiama immunizzazione passiva. Essa dà immediata, ma temporanea, protezione mentre il corpo sviluppa una risposta immunitaria attiva contro la tossina o microrganismo.

Durante la malattia da siero, il sistema immunitario identifica falsamente una proteina nell’antisiero come una sostanza potenzialmente dannosa (antigene). Il risultato è una risposta errata del sistema immunitario che attacca l’antisiero. Gli elementi del sistema immunitario e dell’antisiero si combinano per formare complessi immuni, che causano l’infiammazione e altri sintomi. Alcuni farmaci (come la penicillina, Cefaclor, e sulfamidici) possono causare una reazione simile. A differenza delle altre allergie ai farmaci, che si verificano appena dopo aver ricevuto il nuovo farmaco, la malattia da siero si sviluppa 7-21 giorni dopo la prima esposizione ad un farmaco. Le proteine iniettate come la globulina antitimocita (usate per curare il rigetto dei trapianti d’organo) e rituximab (usato per curare malattie immunitarie e tumori) causano reazioni da malattia da siero. Altri prodotti sanguigni possono anche causare la malattia da siero.

SINTOMI: I più comuni sono:

  • Febbre;
  • Generale sensazione di malessere;
  • Orticaria;
  • Prurito;
  • Dolori;
  • Sfoghi cutanei;
  • Gonfiore ai linfonodi.

I sintomi di solito non si sviluppano fino a 7-21 giorni dopo la prima dose di antisiero o l’esposizione al farmaco. Tuttavia, alcune persone possono sviluppare sintomi in 1-3 giorni, se sono stati precedentemente esposti alla sostanza.

DIAGNOSI: I linfonodi possono essere gonfi e molli al tatto. L’urina può contenere sangue o proteine. Gli esami del sangue possono mostrare complessi immuni o segni di infiammazione dei vasi sanguigni.

TERAPIA: Creme, pomate di corticosteroidi o altri farmaci lenitivi della pelle possono alleviare il disagio da prurito e gli sfoghi. Gli antistaminici possono ridurre la durata della malattia e contribuire ad alleviare i sintomi. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene o naprossene, possono alleviare i dolori articolari. I corticosteroidi per via orale (come il prednisone) possono essere prescritti per casi gravi. I farmaci che sono la causa del problema devono essere interrotti, e l’utilizzo futuro del farmaco o antisiero deve essere evitato.

PROGNOSI: I sintomi di solito vanno via in pochi giorni. Se il farmaco o antisiero che ha causato la malattia da siero viene utilizzato anche in futuro, il rischio di avere un’altra reazione simile è piuttosto elevato. Le complicazioni includono:

  • Shock anafilattico immediato, pericoloso per la vita;
  • Infiammazione dei vasi sanguigni;
  • Gonfiore della faccia, braccia e gambe.

Contattare un medico se un farmaco o antisiero è stato dato nelle ultime 4 settimane e i sintomi della malattia da siero appaiono.

PREVENZIONE: Non vi è alcun modo conosciuto per prevenire lo sviluppo della malattia da siero. Le persone che hanno sperimentato la malattia, shock anafilattico, o allergia ai farmaci devono evitare l’uso futuro dell’antisiero o del farmaco a cui sono allergici.

[Fonte: Ny Times]

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