Tumore e Yoga: quando la terapia è umanizzata

di Cinzia Iannaccio Commenta

La diagnosi di un tumore è forse in assoluto una delle notizie più difficili da superare. Il percorso terapeutico può essere più o meno difficile a seconda del tipo di cancro e della sua evoluzione. E’ una malattia e come tale va affrontata. Non sempre si può guarire, ma si può certamente curare. E’ per questo motivo, affinché la cura sia accettata ed affrontata nel migliore dei modi che occorre umanizzala: personale medico ed infermieristico specializzato, sorrisi e supporti psicologici, ambienti medicalizzati al minimo dovrebbero essere le caratteristiche principali di ogni centro oncologico.

Un esempio di cosa questo può significare ci viene da Roma: l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e l’Istituto Dermatologico San Gallicano, entrambe IRCCS (Istituti di Ricovero e cura a Carattere scientifico) hanno avviato già da tempo un percorso di evoluzione parallela tra la terapia e la sua umanizzazione. La scorsa settimana è iniziato un corso di yoga realizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Yoga (FIY), per promuovere la conoscenza della disciplina, ma soprattutto per permettere ai pazienti degli istituti di acquisire una maggiore consapevolezza del proprio corpo, nell’ambiente e nelle nuove circostanze in cui si trovano a causa della malattia.

Gli stessi assistiti avevano in più occasione espresso il desiderio di imparare a comunicare con il proprio corpo e la propria mente: un passo importante per chi sente di esserne privato dalla malattia. Gli istruttori federali della FIY sono ora a loro disposizione ogni giovedì dalle ore 14.00 alle ore 15.30 presso l’Aula B del Centro Congressi “Bastianelli” degli Istituti Regina Elena e San Gallicano.

L’obiettivo che desideriamo raggiungere – sottolinea il Prof. Francesco Bevere Direttore Generale dei due istituti- è quello di mettere in comunicazione corpo, mente e anima in un momento particolare della vita di queste persone, in cui è difficile trovare quell’equilibrio messo in discussione proprio dalla malattia. Le tecniche di respirazione, meditazione e rilassamento contribuiranno ad alleviare il disagio e lo stress percepiti durante il percorso di cura.

Da tempo qui si lavora in questo senso, mettendo al centro della terapia la “persona” e non “ il soggetto”.  Cinema, corso di pittura, menù a scelta e soprattutto orari “normali” per i pasti, ma anche un corso di make-up per le pazienti, realizzato in collaborazione con la scuola professionale di trucco “Studio 13”, per ovviare i disturbi delle pesanti terapie. Sono solo alcuni aspetti del percorso intrapreso in questi centri.  “La persona prima di tutto” è lo slogan di queste strutture. Per questo motivo di recente l’Istituto Regina Elena di Roma è stato insignito del premio internazionale Ara Pacis 2010. Il progetto complessivo  è stato voluto fortemente dal Prof. Francesco Bevere che a tale scopo ha creato una specifica  area denominata: “Area di supporto alla Persona”.

[Fonte: Ifo-Ire]