Servizio Sanitario Nazionale a rischio, sì o no?

di Cinzia Iannaccio 0

Servizio Sanitario Nazionale a rischio oppure no? Ma certo che sì. Purtroppo. Ci domandiamo dove abbiano vissuto coloro che ieri si sono scandalizzati a sentire l’affermazione del presidente del Consiglio Mario Monti in collegamento video con Palermo per l’inaugurazione di un nuovo Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica, organizzato dalla Fondazione Rimed. Queste all’incirca le parole del Premier:

“La crisi economica ha colpito tutti ed il campo medico non è un’eccezione. La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantita se non si individueranno presto nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni. La posta in palio è altissima”

Le repliche ovviamente sono quelle di chi teme una sanità stile americano, privata, proprio nel momento storico in cui il neoeletto presidente degli Stati Uniti Barak Obama, si appresta a riformare la sanità verso un modello più universale. In risposta a Monti, che ieri stesso ha cercato di spiegare meglio la sua affermazione  sottolineando come si stia lavorando ad una riorganizzazione ed ottimizzazione dei costi della Sanità Pubblica, si è alzato un coro di “NO” alla privatizzazione del Servizio Sanitario. Ed è qui che io mi meraviglio.

Noi cittadini fruitori del Servizio Sanitario Nazionale ce ne siamo accorti da parecchio tempo di come questo percorso sia già ampliamente iniziato. Quando un ticket che è una “partecipazione ad una spesa sanitaria” arriva a costare il doppio della prestazione privata il dado è tratto. In qualche modo lo ha spiegato il Senatore Ignazio Marino Presidente della commissione d’inchiesta sul Ssn in commento ai fatti :

“Ad esempio, una protesi per l’anca arriva ad essere pagata dal SSN anche 2.800 euro anziché 250 euro come sarebbe opportuno”.

Una riorganizzazione dunque è necessaria ed urgente, il problema è che si fa tutto sulla pelle dei pazienti: gli ospedali non riescono a gestire questi costi e chiudono i reparti e all’anziano che dovrebbe mettere la protesi rimangono due alternative: morire nel dolore o se ne ha la possibilità andare in una clinica privata. E’ pressoché quello che accade quando si prenota un’ecografia al seno (capitato a me ieri): sono stata fortunata … il primo appuntamento a fine Marzo! Chiaramente un’ecografia dal privato costa meno che col ticket come dicevo pocanzi e dunque così farò. Ma i pensionati ed i disoccupati che non possono? E per esami diagnostici come la risonanza magnetica che costano molto di più?

La risposta la sapete. E più in generale lo sa anche il personale onesto che lavora negli ospedali, come coloro che in una struttura pubblica di Napoli si sono visti invitare da una circolare interna a ricoverare i pazienti a terra su materassi, visto che posti letto non ce ne erano. Ecco. Occorre comprendere perché per una protesi d’anca vengono spesi più di 2500,00 euro di quanto sia necessario e recuperare da lì. Ma sono disperatamente convinta che la scure si abbatterà ancora una volta sui cittadini. SSN addio.

Foto: Thinkstock

 

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