Sigarette elettroniche e salute, fanno male o no?

di Cinzia Iannaccio 4

sigarette elettroniche fanno maleProprio ieri i tg nazionali hanno parlato di un primo studio scientifico pubblicato sulla prestigiosa rivista “Inhalation Toxicology”, in cui si conferma che il vapore respirato con le sigarette elettroniche non è tossico. Già ieri sera però la nuova notizia in netto contrasto: un’analisi condotta presso il dipartimento di Farmacologia dell’Università Federico II di Napoli, commissionata dal settimanale “Il Salvagente” ha rilevato nei liquidi delle e-cig metalli pesanti pericolosi e potenzialmente cancerogeni. Ne è scaturita una nuova inchiesta del giudice Guariniello. Ma la verità qual è? Queste sigarette elettroniche fanno bene o fanno male?

Essenzialmente credo che stia a metà strada e che dipenda dalla necessità di una serie di controlli a tappeto ed analisi mirate su cosa c’è in commercio e come viene prodotto. L’FDA statunitense lo fa da tempo e non gli è mancata l’occasione di redarguire le società che non rispettavano le procedure e le norme di sicurezza nella preparazione dei liquidi per le sigarette elettroniche. Chiaramente in un ambito regolamentato a priori. Senza questi presupposti non possiamo dire cosa è bene e cosa è male: perché non sappiamo cosa effettivamente respiriamo.

Ma vediamo un pochino nel dettaglio le due ricerche. La prima, quella che assolve i dispositivi, è stata portata a termine dai laboratori Abich in Italia in collaborazione con l’Onassis Cardiac Surgery Center in Grecia, sotto la guida del Dr. Giorgio Romagna e del Dr. Konstantinos Farsalinos. In laboratorio, il vapore estratto da ben 21 liquidi commercializzati è stato applicato a cellule umane in vitro, fibroblasti presenti nei vari tessuti, polmoni compresi. In più è stato eseguito il medesimo trattamento con del fumo di sigaretta normale: a 24 ore si esposizione a quest’ultima erano sopravvissute solo il 5,7% delle cellule, mentre in 20 campioni sottoposti ai liquidi delle e-cig, la sopravvivenza è stata di oltre il 70% e solo per 1 sostanza, del 51%. L’evidenza scientifica raggiunge quella logica: le sigarette che abbiamo fumato finora sono ben più pericolose. Attenzione però, perché tra i 21 liquidi analizzati, uno è risultato più nocivo. E noi consumatori non sappiamo cosa effettivamente ci andiamo a respirare: di sicuro, ce ne sono di ben più tossici in giro.

L’indagine de “Il salvagente” pubblicata in un dossier da oggi in edicola, sembra condurre proprio a queste conclusioni: sono stati analizzati 6 liquidi e al loro interno è risultato un alto contenuto di metalli pesanti noti per essere cancerogeni o potenzialmente tali, come il cadmio, piombo, cromo e l’arsenico. Quest’ultimo in particolare in una specifica marca, in concentrazioni abbastanza alte da superare quelle consentite per legge nell’acqua (già, non dimentichiamo che minime dosi di queste sostanze sono purtroppo presenti nell’ambiente ed un loro cumulo è molto pericoloso).

Per tale motivo Raffaele Guariniello, il procuratore di Torino che da tempo sta indagando al riguardo, ha sottolineato come il tutto andrà valutato con molta attenzione. E’ in realtà quello che chiedono anche i produttori riuniti nell’associazione Anafe “associazione nazionale fumo elettronico” che ricordano attraverso le parole del presidente Massimiliano Mancini all’AGI:

“ In Italia lavoriamo con elevati standard di sicurezza, i nostri prodotti sono sicuri e rappresentano l’80% del mercato, ma ci sono anche tanti prodotti importati dall’estero, spesso senza controlli, che magari costano meno ma che possono presentare dei rischi”.

Ed è questo il grande problema che forse le nostre istituzioni stanno trascurando e su cui insiste anche il Codacons: il ministero della salute ed i Nas dovrebbero ritirare dai negozi tutti liquidi sospetti ed analizzarli. Oltre alle norme di produzione e commercializzazione, la cosa più grave per la tutela della salute dei cittadini è che mancano i controlli!

Concludo questa riflessione con la posizione espressa ieri in un comunicato stampa dal professor Umbero Tirelli direttore del dipartimento di oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano a proposito dello studio pubblicato su Inhalation Toxicology:

“I primi dati pubblicati sul confronto in laboratorio tra vapore delle sigarette elettroniche e fumo di tabacco dimostrano la netta diminuzione di tossicità dei primi rispetto ai secondi. Queste cifre si aggiungono alla ovvia costatazione che diminuendo il carico di sigarette classiche cancerogene, per esempio da trenta a cinque al giorno, e sostituendole con sigarette elettroniche, si ha un grande vantaggio per la salute, in particolare sul rischio di tumori che i fumatori contraggono. Va sottolineato infatti come per il tumore ai polmoni una riduzione del solo 10% di fumo di sigaretta cancerogena sostituito da quella elettronica, potrebbe portare a 3.000 morti in meno l’anno in Italia. Attendere i risultati a lungo termine di studi sulle sigarette elettroniche (comunque cosa necessaria ndr) che si avrebbero solo tra dieci o 15 anni, potrebbe compromettere seriamente le possibilità dei sopraesposti vantaggi per la salute. Ovviamente parliamo di sigarette elettroniche conformi ai criteri europei, come lo sono la stragrande maggioranza di quelle in commercio. “

Ancora una volta, voi cosa ne pensate? Votate il nostro sondaggio.

Approfondisci l’inchiesta de “Il Salvagente

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