Il fruttosio crea dipendenza come la cocaina?

di Valentina Cervelli 0

Il fruttosio che viene utilizzato nei dolci che compriamo al supermercato crea dipendenza? Secondo uno studio condotto dall’Università di Guelph in Canada, la risposta è affermativa. E non solo, con una forza pari a quella creata dalla cocaina.

Secondo i ricercatori canadesi gli effetti sarebbero molto simili. Gli scienziati guidati dal Francesco Leri, professore associato di Neuroscienze e Scienze Cognitive Applicate dell’ateneo, hanno messo sotto la lente di ingrandimento il fruttosio estratto dal mais per verificarne gli effetti sull’organismo. E presentando i risultati del proprio studio nel corso dell’ultimo meeting della Canadian Association for Neuroscience, hanno sottolineato come la stessa pandemia di obesità derivante dal consumo di questo dolcificante sia da imputare alla dipendenza che crea, simile a quella delle droghe.

Ed è si questo fattore che bisogna puntare per stroncare il problema. Non solo cibo spazzatura, ma una sostanza come il fruttosio. In particolare, secondo il gruppo di studiosi, questo zucchero è in grado di scatenare nelle persone comportamenti simili a quelli che avrebbero se abusassero di cocaina. Crisi di astinenza compresa. Lo studio, condotto su modello animale ha preso in considerazione un campione di topi per verificare quali fossero i “cambiamenti comportamentali, clinici e neurobiologici” derivanti dall’abuso di fruttosio. Ed i risultati hanno mostrato come le piccole cavie avessero sviluppato una vera e propria dipendenza da questa sostanza, molto simile a quella derivante dalla cocaina. Commenta il dott. Leri:

Abbiamo le prove in animali da laboratorio di una vulnerabilità condivisa nello sviluppare preferenze per i cibi dolci e per la cocaina. Noi non siamo topi, però non pensiamo troppo circa l’impatto dei dolci sul cervello e comportamento dei nostri figli. Ora c’è una convincente evidenza neurobiologica e comportamentale che indica che la dipendenza da cibo è possibile. Il nostro obiettivo primario è quello di scoprire predittori biologici di vulnerabilità a sviluppare un eccessivo consumo di sciroppo di fruttosio.

Ovviamente le reazioni non sono mancate, sia per la messa alla “gogna” del fruttosio, sia per le sostanziali differenze tra modello animale ed umano. Cosa ne pensate?

Photo Credit | Thinkstock

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