Acufeni, quando le orecchie fischiano: un video per la raccolta fondi destinati alla ricerca scientifica

di Cinzia Iannaccio Commenta

 Cosa sono gli acufeni? Immaginate un ronzio (o un fischio) continuo all’interno del vostro orecchio (o ambedue): un rumore costante che non smette mai, neppure la notte, durante il sonno o durante la giornata lavorativa, quando il volume dell’acufene supera e copre quello della voce dei vostri interlocutori. Uno stress fisico e psichico che può avere complicanze importanti, sia dal punto di vista organico che di socializzazione. Ebbene ne soffrono in Italia almeno 2,5 milioni di persone, non tutte anziane a differenza di quanto si creda, ovvero almeno il 3-4% della popolazione totale. Eppure su tutto il nostro territorio nazionale sono ben pochi i centri specializzati in grado di dare le giuste indicazioni ai pazienti o di fare una diagnosi precisa.

L’acufene in alcuni casi si può trattare, basta sapere come e perché. Di fatto non sono una patologia a se stante, ma il sintomo di un cambiamento di qualche tipo nell’organismo. Da anni l’AIRS (Associazione Italiana Ricerca sulla Sordità) è impegnata, nella figura del suo presidente il professor Giancarlo Cianfrone nella lotta ai disturbi uditivi ed una particolare battaglia da tempo la sta anche combattendo in favore della ricerca scientifica sull’acufene (o tinnitus). Al riguardo ha appena lanciato una campagna di raccolta fondi per la creazione di un “Centro Nazionale per la Ricerca, Cura e Prevenzione degli Acufeni e delle Patologie da Rumore” a Roma, dove da tempo dirige il Centro Acufeni del Policlinico Umberto I, struttura che in circa dieci anni di attività ha seguito più di 8 mila pazienti con questo disturbo. Spiega Cianfrone:

“Gli Acufeni sono fastidiose e persistenti percezioni di sibili, ronzìi, fruscii a carattere costante, che si manifestano a qualunque età e con un trend che sembra  in costante crescita. Sono causati essenzialmente da perdite uditive a volte lievi; ne soffre, infatti, il 50% della popolazione che presenta deficit uditivi, ma talvolta sono determinati anche da cause non insite nell’orecchio, come disordini maxillo-facciali, ormonali, psicologici”.

La diagnosi non è sempre facile e da qui anche la terapia. E’ importante avvalersi di un’equipe multidisciplinare che coinvolga un esperto otorinolaringoiatra, un neurologo, uno psichiatra, audiologo e tecnico della riabilitazione uditiva (spesso possibile oltre che necessaria), figure professionali già presenti presso la struttura dell’AIRS.  Il nuovo Centro andrà a svolgere attività di ricerca e sarà aperto a collaborazioni con avanzati laboratori (CNR, Policlinico Gemelli- Roma, Università di Padova). Per contribuire basterà un sms solidale (fino al 4 marzo) al 45506. Io l’ho fatto già, perché ad una persona cara è stato detto (recentemente) da un otorino di una struttura sanitaria pubblica:

“lei ha un’acufene, non c’è nulla da fare si rassegni!”

Così non è non dovrà essere per nessuno nel futuro. Di seguito il video esplicativo della campagna di raccolta fondi. Per approfondimenti visitate il sito dell’Airs.

http://youtu.be/LCy4b3zoPZM

Foto: Thinkstock

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