Aspirina una volta al giorno? 5 Cose da sapere (FOTO)

di Cinzia Iannaccio 0

Un’aspirina al giorno toglie il medico di torno? Assolutamente no. Come tutti i farmaci è importante valutarne sempre i rischi ed i benefici, anche se -va sottolineato- questo medicinale che origina dal principio attivo acido acetilsalicilico sembra essere la panacea di molti mali: aiuta a combattere la febbre, è un antidolorifico (il capostipide dei FANS) ed antinfiammatorio, ma soprattutto ha un’azione anticoagulante. E’ in tal senso che l’aspirina (sotto il nome di aspirinetta o cardioaspirina e dunque in particolari e diverse formulazioni) può essere proposta per l’assunzione quotidiana anche come farmaco salvavita: in caso cioè di malattie cardiovascolari. Un medicinale importante dunque, ma non per tutti. Scopriamone qualcosa in più.

1. Chi può prendere e chi no un’aspirina al giorno

Il cardiologo (o il medico curante) può prescrivere l’assunzione quotidiana di acido acetilsalicilico a coloro che hanno avuto un infarto o un ictus. In tal caso il farmaco utilizzato sarà la cosiddetta “cardioaspirina“, finalizzata proprio all’assunzione costante e sul lungo termine: la sua formulazione è caratterizzata infatti anche da un protettore gastrico (a differenza della normale aspirina o dell’aspirinetta). Non potrà essere prescritta a chi è allergico al principio attivo o a chi è soggetto a sanguinamenti. Se non si hanno problemi cardiovascolari pregressi, ma esclusivamente un alto rischio, la cardioaspirina sarà prescritta dallo specialista solo dopo previa valutazione dei rischi e dei benefici. Sottolineo che la prescrizione deve essere del medico: assumere anche due o tre compresse di aspirina nell’arco di 24 ore per un mal di testa o febbre o dolori muscolari, di certo non comporta gravi rischi in un adulto, ma l’uso quotidiano può implicare seri effetti collaterali, primo fra tutti un sanguinamento interno (perché il farmaco può corrodere le pareti gastriche e perché ha un effetto anticoagulante). Dunque vietato il fai da te, anche se si tratta di un farmaco da banco.

 

2. Perché l’aspirina è utile per prevenire un infarto o un ictus?

L’aspirina, o meglio l’ acido acetilsalicilico interferisce con la coagulazione del sangue: le piastrine, in caso di ferita, tendono ad aggregarsi e a sigillare il vaso che perde sangue, evitando un’emorragia e di fatto guarendo la ferita. le piastrine però, possono tendere a coagularsi anche all’interno dei vasi sanguigni in collegamento con il cuore: un coagulo di sangue può bloccare ad esempio un’arteria impedendo al sangue e all’ossigeno di arrivare al cuore provocando un infarto. L’aspirina evita che questi coaguli si formino, agendo di fatto come anticoagulante. Per tali motivi questo farmaco è consigliato quotidianamente in caso di:

  • pregresso infarto o ictus
  • malattia coronarica (anche con applicazione di stent)
  • angina
  • diabete abbinato ad almeno un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (come l’età superiore ai 50 anni, il fumo di sigaretta, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, eccetera)
  • presenza di vari fattori di rischio

Sull’aspetto preventivo in persone che non hanno avuto già un infarto, ma che presentano solo un alto rischio, gli esperti sono a tutt’oggi in disaccordo sull’utilizzo quotidiano di aspirina a causa dei suoi effetti collaterali: la stessa FDA (Food and Drug Administration) non raccomanda tale approccio terapeutico se non in presenza di malattie cardiovascolari diagnosticate. Le stesse linee guida internazionali sono in continua evoluzione al riguardo.

 

3. Effetti collaterali e controindicazioni

Oltre alla reazione allergica e al sanguinamento gastrointestinale, un pericoloso effetto collaterale dell’assunzione quotidiana di aspirina consiste nell’aumento delle probabilità di un ictus emorragico (previene l’ictus dovuto a coagulo, ma non quello dovuto ad emorragia cerebrale per il quale aumenta invece il rischio).
Se si assume ogni giorno cardioaspirina e si ha bisogno di un intervento chirurgico che presuppone sanguinamento occorre avvisare il medico.
Tale terapia va invece evitata (è controindicata) in presenza delle seguenti condizioni di salute:

  • Disturbi della coagulazione del sangue
  • Allergia (anche con effetto di asma)
  • Ulcere gastriche

 

4. Interazioni

 

Da non trascurare infine le possibili interazioni con altri farmaci. Se si assume il warfarin (Coumadine) ad esempio o il dabigatran o rivavaroxaban, anticoagulanti, c’è il rischio che aumenti troppo il rischio emorragico. Lo stesso dicasi seppur in maniera minore con altri medicinali (come l’eparina, l’ibuprofene, cortisone ed alcuni antidepressivi) o integratori alimentari a base di erbe: mirtillo, capsaicina, olio di enotera, Ginkgo, acidi grassi Omega-3. In tutti questi casi è sempre opportuno parlarne con il proprio medico curante.

 

5. Dosaggi

Qual’è la giusta dose di aspirina da assumere? Lo stabilirà di caso in caso il medico curante. L’importante è evitare il fai da te, anche nel sospendere la terapia. Dimenticare una compressa una tantum non è pericoloso, ma d’improvviso non prenderla più sì, può provocare un infarto.

 

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Photo Credits | pogonici / Shutterstock.com

 

Fonte: Mayo clinic

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