Stato vegetativo e minimo livello coscienza, medici ora ascoltano il cervello dei malati

di Valentina Cervelli 3

Lo stato vegetativo è sempre stato considerato un tipo di “patologia” particolare. Questo perché in un paziente in tale condizione non si poteva misurare la comunicazione (se esistente) tra le cellule del cervello. Fattore aggravato dall’impossibilità del paziente di comunicare con l’esterno. Ora una valutazione della reale situazione cerebrale è possibile.

I ricercatori dell’università degli studi di Milano e del Coma Science Group di Liegi sono stati in grado di mettere a punto, grazie ad un protocollo attentamente studiato che unisce la stimolazione magnetica transcranica e l’elettroencefalogramma, un metodo per “ascoltare” la comunicazione tra le aree del cervello attive nei pazienti riportanti gravi lesioni cerebrali e permanenti in stato vegetativo. E’ come se si fosse bypassata  la persona per dialogare direttamente con il suo encefalo.

Lo studio relativo alla tecnica è stato pubblicato sulla rivista di settore Brain e si è basato su un preciso assunto: quello dell’attività onirica. In quel caso infatti l’esperienza cosciente (quella del sogno, n.d.r.) è generata per intero nell’interno del cervello in un momento nel quale la persona è totalmente “disconnessa” dall’esterno.

Si tratta di un passo in avanti tra i più importanti mai raggiunti perché dà la possibilità di distinguere i pazienti in stato vegetativo (Vs) e quelli che recuperano un minimo livello di coscienza ( conosciuto sotto l’acronimo Mcs). Finora non era possibile, dato che la valutazione del livello di coscienza della persona era basata solamente sulla sua capacità, seppur minima, di comunicare con l’esterno. Altro fattore molto importante: si tratta di un esame che può essere sostenuto direttamente dal paziente nel letto e non richiede  la capacità del malato di comprendere o eseguire dei comandi.

Le statistiche ci indicano una media del 40% di errore nella valutazione tra Vs e Mcs in campo clinico.  Lo studio ha mostrato  in 17 pazienti gravemente cerebrolesi come il coma, sebbene non fosse stato registrato un cambiamento cosciente, fosse evoluto verso altri stati clinici. E se nello stato vegetativo viene mostrata l’assenza di comunicazione tra le aree corticali, ciò non accade nei pazienti con un livello minimo di coscienza. E l’esame è in grado di provarlo.

Photo Credit | Thinkstock

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Fonte: Brain

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