Attenzione alla disidratazione: può far diminuire le prestazioni fisiche

di Francesca Spano Commenta

L’idratazione profonda per il nostro corpo è assolutamente fondamentale e non parliamo solo miracolose creme di bellezza o della nostra pelle, ma della necessità di bere piuttosto spesso per mantenere le condizioni fisiche e anche mentali a livelli ottimali. Si, perchè se da tempo sappiamo che dovremmo consumare almeno due litri di acqua al giorno e pur cercando di farlo non sempre ci riusciamo, è stato recentemente confermato che la disidratazione può far diminuire realmente le nostre prestazioni. Un concetto che vale per tutte le bevande, indipendentemente dal loro valore estremamente zuccherino o dalle potenziali calorie. In particolare, gli esperti che recentemente hanno preso parte al 2° National Hydratation Congress, hanno ribadito che basta solo una disidratazione lieve, pari al due per cento per innescare delle situazioni sfavorevoli come l’abbassamento sensibile di prestazioni cognitive a partire dall’attenzione, dalla memoria a breve termine e dalla concentrazione. Uno dei primi sintomi che è facile avvertire e che non sempre si riesce a ricondurre ad un tale semplice disagio, è la stanchezza. Diamo subito la colpa allo stress, al troppo lavoro ma, forse, il problema è davvero immediatamente risolvibile: il segreto è quello di imparare ad ascoltare i propri bisogni e ogni tanto fermarsi per un attimo di relax, anche solo per sorseggiare una bibita.

Idratazione e salute, quindi, sono strettamente correlate, molto più di quanto pensavamo in passato quando si riteneva che per stare male un essere umano doveva stare lontano da un bicchiere di acqua per moltissime ore. Le nuove ricerche condotte da almeno 400 esperti nazionali e internazionali, invece, non lasciano spazi a dubbi: la necessità di idratare il nostro corpo non può essere calcolata solo in base alla sete che percepiamo. L’organismo può comunque già trovarsi in uno stato di sofferenza e noi non lo sappiamo e piano piano cominciamo a sentirci senza forze. La situazione diventa ancora più critica per le persone anziane, in quanto la percentuale di acqua nel peso corporeo risulta essere più bassa e questo è il motivo per il quale sentono poco l’esigenza di prendere una bottiglia dal frigorifero del liquido più prezioso all’esistenza umana. Non parliamo poi delle donne in gravidanza o in fase di allattamento che devono affrontare i cambiamenti del loro corpo e hanno bisogno di molta energia. Si tratta di meccanismi, tra l’altro, che influenzano positivamente la produzione del latte.

Se fino ad oggi si è parlato di due litri di acqua al giorno o dei classici otto bicchieri, secondo gli esperti la quantità ottimale sarebbe quella di due litri e mezzo. La prima reazione è quella di pensare che è troppo ed è impossibile riuscirci, ma dobbiamo tenere conto di due fattori principali: in primo luogo proprio l’abitudine. Basterà fare qualche sacrificio i primi giorni e tutto verrà naturale e poi mai dimenticare che l’idratazione del corpo si ottiene anche con bevande diverse dall’acqua. Del resto, a sentire il medico Applebaum, tutte le bevande hanno la capacità di idratare in quanto in ogni caso contengono dell’acqua. Gli zuccheri eventualmente presenti non sempre servono solo a far salire l’ago della bilancia, ma consumati in quantità modeste possono apportare altri vantaggi come quello di restare svegli o sentirsi carichi di energia. Qual è la condizione fisica che, invece, ci fa accorgere subito di quanto il nostro corpo si stia velocemente disidratando? Certamente la fatica e in primo luogo, quindi, l’attività fisica. Questo però non vuol dire che durante gli altri momenti della giornata siamo a posto sempre. La soluzione è quella di portare con noi delle bevande da consumare periodicamente e a distanza di poco tempo: i benefici non tarderanno a farsi notare e ci sentiremo più grintosi, attenti e non ultimo, la nostra pelle sarà più bella e luminosa.

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