Shock anafilattico per Antonella Clerici

di Tippi 4

Shock anafilattico per Antonella Clerici, la signora della Prova del Cuoco, che a causa di un antibiotico a cui non sapeva di essere allergica ha passato la notte in osservazione al Policlinico Gemelli. Come rassicura la stessa conduttrice sul suo profilo Twitter, sta meglio e presto ritornerà al timone del programma.

Shock anafilattico sintomi

Lo shock anafilattico si sviluppa improvvisamente a causa del contatto degli anticorpi a contatto con un allergene, e in alcuni casi può avere anche un esito fatale. E’ scatenato, infatti, da una massiva liberazione di istamina e di altri mediatori dell’infiammazione allergica da parte di cellule presenti in vari organi e nel sangue. Inizia con un formicolio e senso di calore alla testa, poi la pressione si abbassa, il respiro si fa difficoltoso poiché il polmone è preda di un attacco asmatico grave, e la pelle può presentare orticaria (pomfi) e/o angioedema con ipotensione (drammatico abbassamento della pressione del sangue)

Se l’infiammazione si estende al laringe e alle corde vocali (glottide), incombe il rischio di una ostruzione totale del passaggio del respiro. Tra le cause più frequenti si annoverano la puntura di imenotteri (api, vespe, calabroni), l’ingestione di alcuni alimenti (latte, uovo, pesce, crostacei, arachidi, noce americana, ecc.) e la somministrazione di farmaci (penicillina, ecc.)

Shock anafilattico cosa fare

Quando si verifica uno shock anafilattico l’assistenza medica deve essere immediata. La prima cosa da fare, dunque, è chiamare tempestivamente un’ambulanza. Nel frattempo, l’infortunato va fatto sdraiare, controllando frequentemente il polso e la respirazione e, se necessario, si può praticare la respirazione artificiale. Un primo soccorso può essere effettuato mediante l’iniezione di adrenalina, i pazienti predisposti a reazioni anafilattiche, infatti, dovrebbero portare sempre con sé una siringa ad autoiniezione.

L’adrenalina agisce sulle vie respiratorie prevenendone la costrizione, tuttavia è si tratta solo di una soluzione tampone, che permette all’infortunato di guadagnare tempo in attesa dell’arrivo al Pronto Soccorso.

Photo Credit|Panorama

Commenti (4)

  1. Se con un unico elemento quale è un antibiotico succedono shock anafilattici come è successo ad Antonella Clerici mi chiedo e vi chiedo: ” Quanti bimbi che nei loro primi mesi di vita ricevono, senza nessun controllo preventivo, VACCINI contenenti innumerevoli composti altamente tossici, fra i quali MERCURIO – ALLUMINIO – SQUALENE e molti altri contaminanti, senza contare i virus “vivi” o modificati, possono rimanere vittime di reazioni di shock anafilattico o di reazioni molto più gravi, a breve o a lungo termine? Questi elementi vanno ad aggredire il sistema immunitario del soggetto “sperando”, si dice, che causino una reazione positiva che dovrebbe difendere il soggetto da eventuali agenti esterni quali le malattie infettive, purtroppo però non è assolutamente possibile conoscere precedentemente la reazione di ogni’organismo quando viene a contatto con questi agenti tossici. Come, allora si può considerare essere una PREVENZIONE il vaccino che viene inoculato in un organismo ancora SANO, allo scopo di creargli, si dice, anche se in forma leggera, una MALATTIA? Come è possibile considerare queste metodiche come prevenzione se la prassi prevede di inoculare negli organismi umani uno STIMOLO STANDARD, cioè uguale per tutti, quando al mondo non esistono due persone PERFETTAMENTE UGUALI e sperare che tutti abbiano poi la stessa reazione?

  2. giorgio tremante wrote:

    Se con un unico elemento quale è un antibiotico succedono shock anafilattici come è successo ad Antonella Clerici mi chiedo e vi chiedo: ” Quanti bimbi che nei loro primi mesi di vita ricevono, senza nessun controllo preventivo, VACCINI contenenti innumerevoli composti altamente tossici, fra i quali MERCURIO – ALLUMINIO – SQUALENE e molti altri contaminanti, senza contare i virus “vivi” o modificati, possono rimanere vittime di reazioni di shock anafilattico o di reazioni molto più gravi, a breve o a lungo termine? Questi elementi vanno ad aggredire il sistema immunitario del soggetto “sperando”, si dice, che causino una reazione positiva che dovrebbe difendere il soggetto da eventuali agenti esterni quali le malattie infettive, purtroppo però non è assolutamente possibile conoscere precedentemente la reazione di ogni’organismo quando viene a contatto con questi agenti tossici. Come, allora si può considerare essere una PREVENZIONE il vaccino che viene inoculato in un organismo ancora SANO, allo scopo di creargli, si dice, anche se in forma leggera, una MALATTIA? Come è possibile considerare queste metodiche come prevenzione se la prassi prevede di inoculare negli organismi umani uno STIMOLO STANDARD, cioè uguale per tutti, quando al mondo non esistono due persone PERFETTAMENTE UGUALI e sperare che tutti abbiano poi la stessa reazione?

  3. Domande legittime. Ma da persona comune mi chiedo: meglio rischiare un contagio “pieno” della malattia lasciando completamente privi di difese degli organismi fragili?

  4. Cara Valentina, premetto che non sono un medico, ma cercherò di risponderle per la pluriennale esperienza che mi sono fatto in conseguenza alla tragedia vissuta nella mia famiglia. Lei dice:” Meglio lasciare un contagio pieno della malattia………” Sappia che prima che vi fosse quest’imbroglio che ci hanno costruito addosso riguardante le vaccinazioni, i nostri avi, quando un bimbo prendeva una malattia infettiva, qualunque essa fosse, mettevano gli altri bimbi, componenti della stessa famiglia o di altre, a CONTATTO col bambino ammalato, perchè s’IMMUNIZZASSE per quella malattia. Quella era “VERA” immunizzazione, l’apparato immunitario del bambino posto vicino a quello ammalato iniziava a produrre anticorpi specifici per quella malattia, producendo però ANTICORPI NATURALI, non anticorpi come si sta facendo con i vaccini che sono “innaturali”, ed in più, nei vaccini sono contenuti, per conservarli e stabilizzarli, degli agenti altamente tossici quali il MERCURIO, l’ALLUMINIO, lo SQUALENE, ed altre innumerevoli sostanze chimiche che possono ledere irreversibilmente al soggetto vaccinato. Non capisco poi cosa intende quando scrive: “lasciando completamente privi di difese degli organismi fragili.” Ogni organismo umano, alla nascita, a meno che non abbia qualche tara ereditaria, ha l’apparato immunitario che, con il trascorrere dei primi mesi, diventa perfettamente atto a difendersi da tutte malattie infettive, certamente anche con l’aiuto dell’igiene che spero non manchi mai come attenzione in ogni genitore. La eventuale vaccinazione invece, essendo un composto artificiale innaturale, va a contrastare con l’apparato immunitario del soggetto, e può, a breve o a lungo termine creare, al soggetto stesso, delle difficoltà di difesa, poichè l’organismo che non è a conoscenza di queste sostanze a lui estranee, tenta di difendersi da esse e, molte volte si possono creare delle malattie autoimmuni, cioè è l’apparato immunitario del bambino che cerca di autodistruggersi venendo a contatto con sostanze che possono da lui essere interpretate come nemiche. Ho cercato di spiegarle, in termini molto semplici, cosa, secondo me, succede nell’organismo di ogni bambino quando viene sottoposto alla pratica vaccinale. Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>