Morto Lucio Dalla stroncato da un infarto in Svizzera

di Tippi Commenta

Il grande cantautore italiano Lucio Dalla è morto, stroncato da un infarto mentre si trovava in Svizzera per una serie di concerti. Fra qualche giorno avrebbe compiuto 69 anni, il 4 marzo come cantava in una sua canzone. La notizia della sua morte, chiaramente, non ha sconvolto solo il mondo musicale.

Lucio Dalla, nato a Bologia nel ’43, era tornato proprio quest’anno a solcare il palco dell’Ariston dopo 40 anni dalla sua ultima partecipazione. Nei giorni scorsi aveva presentato in provincia di Modena anche il tour europeo. In 2 ore, il cantautore bolognese aveva spaziato nel suo immenso repertorio, proponendo nuovi arrangiamenti dei brani più popolari come “Caruso”, “Attenti al lupo”, “Balla balla ballerino”.

L’infarto è una sindrome coronarica acuta causata dall’ostruzione di un’arteria coronarica, che, chiudendosi appunto, non lascia più passare sangue e di conseguenza ossigeno. Nella maggior parte di casi, l’occlusione dell’arteria è da attribuire all’arteriosclerosi, che provoca la perdita di elasticità delle pareti coronarie a causa del deposito di grassi, colesterolo e altre sostanze sulle pareti stesse.

Nel 90% dei casi, infatti, l’arresto cardiaco è dovuto ad un trombo, cioè ad un coagulo di grassi e altre sostanze, che vanno a chiudere un vaso già parzialmente ostruito da una placca aterosclerotica.

I fattori di rischio sono generalmente suddivisi in 2 categorie, i fattori di rischio non modificabili, come la predisposizione familiare a malattie cardiovascolari, l’età e il sesso, e quelli modificabili, sui quali, invece, è possibile intervenire, e sono il colesterolo, il diabete, l’ipertensione, il sovrappeso e l’obesità. Il fumo, l’abuso di alcool e di caffè, lo stress, la vita sedentaria e la mancanza di attività fisica, rappresentano ulteriori fattori di rischio, che se sommati possono danneggiare il cuore e favoriscono l’insorgere di malattie cardiovascolari. Solo per fare un esempio, un fumatore di sesso maschile e di età compresa tra di 35 e i 60 anni rischia il doppio rispetto a un non fumatore.

Photo Credit|ANSA

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