La broncoscopia cos’è, a cosa serve, preparazione e durata

di Cinzia Iannaccio 0

La broncoscopia è un’indagine diagnostica, utilizzata per l’osservazione diretta delle vie aeree che, come si evince dal nome arriva fino ai bronchi. Si utilizza in genere per scovare alcune patologie serie come il tumore al polmone, la sarcoidosi, l’asma bronchiale o la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Si usa anche per confermare diagnosi radiologiche non troppo chiare, in casi di tosse persistente o inalazione accidentale di corpi estranei. Solitamente, quando si fa una broncoscopia programmata, questa deve essere preceduta da almeno un elettrocardiogramma oltre che da alcuni esami del sangue. Tale indagine diagnostica si fa solitamente in anestesia locale, ma in alcuni casi particolari può essere necessaria anche la totale, benché blanda.

E’ il caso di bambini molto piccoli ad esempio: il medico pneumologo comunque, di volta in volta stabilirà l’iter in base al paziente. La broncoscopia dura all’incirca 30-40 minuti. Occorre sottoporsi a tale esame a digiuno, da almeno 8-12 ore. Non va sospesa l’assunzione di eventuali farmaci, ma occorre metterne a conoscenza l’equipe medica già al momento della preparazione dell’esame, specie se si tratta di anticoagulanti ed antiaggreganti.   E’ fastidiosa, ma di certo non dolorosa. In cosa consiste? Uno strumento molto sottile (broncoscopio o fibrobroncoscopio) viene introdotto nelle vie aeree dalla bocca o dal naso. Grazie alle fibre ottiche che lo caratterizzano permette la visione diretta dell’interno dell’organismo e dei bronchi stessi. Non solo. Come nel caso della gastroscopia, tale metodica permette il prelievo delle mucose bronchiali, di eventuali secrezioni presenti in loco e di frammenti di polmone, da sottoporre ad indagini più approfondite, biopsia compresa. In caso di inalazione di oggetti la stessa tecnica servirà per estrarre il corpo estraneo che ostruisce le vie aeree, come è capitato di recente con la lampadina per il bambino di Palermo. Va detto che la broncoscopia può provocare tosse o conati di vomito, ma in generale non blocca la respirazione. Questa sarà comunque tenuta rigorosamente sotto controllo dai medici durante l’indagine diagnostica. Nella maggior parte dei casi i risultati della broncoscopia si hanno al termine dell’analisi stessa. Tale tecnica può essere utilizzata anche per altri scopi, ad esempio per inserire delle valvole su polmoni lesionati.

Articoli correlati:

[Fonte: Fondazione San Raffaele]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>