Adenoma Prostatico

di Valentina Cervelli Commenta

Adenoma Prostatico

L’adenoma prostatico conosciuto anche come ipertrofia o iperplasia prostatica benigna (BPH o IPB) è una malattia della prostata: essa consiste nel suo aumento di volume causato dall’aumento del numero di cellule, in particolare nel suo punto di transizione,  ovvero nella parte centrale che si trova attorno all’uretra prostatica. E’ una crescita “benigna” perché provoca compressione del tessuto senza infiltrarsi nello stesso.

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CAUSE: le cause dell’ adenoma prostatico sono ancora sconosciute. Esse sono ad ogni modo da ricercare a livello ormonale. Tra i fattori di rischio di questa malattia troviamo infatti una maggiorata produzione di estrogeni ed una minore quantità di testosterone libero. Anche l’invecchiamento con i conseguenti cambiamenti che comporta può rappresentare un fattore di rischio.

SINTOMI: i sintomi dell’iperplasia prostatica benigna non sono legati alle sue dimensioni. Una più piccola affetta da adenoma prostatico può infatti avere una sintomatologia più grave di una dalla maggiore grandezza. I sintomi sono divisibili essenzialmente in due categorie: quelli ostruttivi e quelli irritativi.

Sintomi ostruttivi:

Difficoltà ad iniziare la minzione
Intermittenza di emissione del flusso urinario
Svuotamento della vescica incompleto
Flusso debole dell’urina
Sforzo nella minzione.

Sintomi irritativi:

Pollachiuria,
Nicturia (maggiore bisogno di urinare durante la notte)
Urgenza della minzione
Bruciore nell’urinare.

Gli effetti di questi sintomi possono portare ad ulteriori patologie come la prostatite e le pielonefriti (malattia di tipo infiammatorio, acuta o cronica, del rene e della pelvi renale che di solito si accompagna ad un’infezione del tessuto del rene stesso) in caso di incompleto svuotamento della vescica. Questa condizione infatti può portare alla coltura di batteri in grado di dare vita alle suddette infezioni. O ancora alla formazione di calcoli dati dalla cristallizzazione dei sali contenuti nell’urina non espulsa. Essi possono anche portare allo sviluppo di uropatia ostruttiva a carico dei reni. L’impossibilità ad avere erezioni non è collegata a questa patologia.

DIAGNOSI: Essa avviene attraverso la palpazione manuale della prostata con l’esplorazione rettale che consente un’analisi preliminare; con una più precisa ecografia s sovrapubica e transrettale che consente di verificare contestualmente la capacità di svuotamento della vescica. Si esegue anche l’uroflussimetria, che rende possibile verificare la presenza di un’ostruzione. Il valore del PSA viene verificato per comprendere se ci sia stata una possibile evoluzione maligna dell’adenoma prostatico.

PREVENZIONE: Non essendo note le cause non è possibile pianificare una prevenzione specifica. Un corretto stile di vita, una dieta sana e del movimento mantengono il corpo in forma e possibilmente al riparo da particolari sfalsamenti ormonali.

TERAPIA: Essa è sia di tipo farmacologico che chirurgico. La prima sfrutta le seguenti molecole: doxazosin, terazosin, alfuzosin e tamsulosin (alfa bloccanti), ed inoltre finasteride e dutasteride (inibitori della 5α-reduttasi). Vengono utilizzati con successo anche dei farmaci fitoterapici come l’estratto del frutto della Serenoa repens ed il beta-sitosterolo tratto dalla Hypoxis rooperi. In entrambi i casi i farmaci devono essere prescritti da uno specialista in seguito ad una diagnosi certa avvenuta.

La terapia chirurgica si rende necessaria quando i farmaci non fanno effetto. Di solito si tende ad evitare tale approccio per non apportare problemi alla meccanica eiaculatoria dell’uomo. La capacità di avere un’erezione o di provare l’orgasmo non vengono influenzata da nessun tipo di intervento resettivo della prostata. Tra le tecniche utilizzate il classico taglio chirurgico trans vescicale (ATV) o infravescicale (Millin); la resezione transuretrale dell’adenoma prostatico (TURP) che come il nome indica avviene attraverso l’uretra ed alcune di tipo sperimentale condotte con il laser.

Fonte: [Società Italiana Urologia, Siu]

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