Salmonellosi

di Marco Mancini 2

Salmonellosi

La salmonellosi, o enterocolite da Salmonella, è un’infezione nel rivestimento dell’intestino tenue causata dal batterio Salmonella.

CAUSE: La salmonellosi è uno dei più comuni tipi di intossicazione alimentare. Essa si verifica quando si ingoia cibo o acqua contaminati dal batterio della salmonella. Qualsiasi cibo può essere contaminato se le condizioni di preparazione degli alimenti e gli strumenti sono malsani. I modi più comuni per incorrere nell’infezione sono:

  • Mangiare cibi preparati o conservati non in maniera corretta (soprattutto tacchino o pollo cotti);
  • Infezione presente tra i membri della famiglia;
  • Un recente caso in famiglia di gastroenterite;
  • Si è recentemente mangiato un pollo;
  • Presenza di un animale domestico esotico come iguana, lucertole, tartarughe, o serpenti (i rettili sono portatori di salmonella);
  • Un sistema immunitario indebolito.

La maggior parte dei pazienti ha meno di 20 anni.

SINTOMI: Il tempo tra l’infezione e lo sviluppo dei sintomi è di 8-48 ore. I sintomi includono:

  • Dolore, crampi o mollezza addominale;
  • Brividi;
  • Diarrea;
  • Febbre;
  • Dolore muscolare;
  • Nausea;
  • Vomito.

DIAGNOSI: Il medico eseguirà un esame fisico. È possibile notare i segni di un rigonfiamento nell’addome e minuscole macchie rosa sulla pelle. I test che possono essere effettuati includono:

  • Analisi delle feci per la salmonella;
  • Esame emocromocitometrico completo con differenziale;
  • Analisi del sangue;
  • Test per gli anticorpi specifici.

TERAPIA: L’obiettivo del trattamento è quello di sostituire i fluidi e gli elettroliti persi con la diarrea. Soluzioni elettrolitiche sono disponibili senza prescrizione medica. I farmaci antidiarroici non sono generalmente assegnati perché possono prolungare l’infezione. Se si hanno sintomi gravi, il medico può prescrivere antibiotici. Le persone con diarrea che non possono bere nulla a causa della nausea possono avere bisogno di cure mediche e fluidi per via endovenosa. Ciò è particolarmente possibile per i bambini piccoli. Febbre e dolori possono essere curati con paracetamolo o ibuprofene.

Se si prendono diuretici, può essere necessario interrompere l’assunzione durante la fase acuta, quando la diarrea è presente. Chiedere istruzioni più dettagliate al proprio medico. Cambiare la vostra dieta mentre la diarrea è presente. Ciò può significare evitare i prodotti lattiero-caseari e aumentare l’apporto di banane, riso, succo di mela e pane tostato. Questi sono i cibi che rendono le feci più solide. I neonati dovrebbero continuare ad essere allattati e ricevere le soluzioni di elettroliti come indicato dal medico.

PROGNOSI: Il risultato è generalmente buono. Nelle persone normalmente sane, i sintomi dovrebbero andare via in 2-5 giorni. La malattia acuta dura 1-2 settimane. Il batterio rimane nelle feci per mesi, in alcuni pazienti curati. Alcune persone mantengono i batteri per oltre un anno. Possibili complicazioni possono essere la disidratazione da diarrea, specialmente nei bambini piccoli e neonati, meningite letale e setticemia. Con la manipolazione degli alimenti è possibile trasmettere l’infezione ad altre persone. Contattare un medico se:

  • C’è sangue nelle feci;
  • Non vi è alcun miglioramento dopo 2-3 giorni
  • C’è grave vomito o dolore addominale;
  • Compaiono i segni della disidratazione (diminuzione nella produzione di urina, occhi infossati, bocca appiccicosa e asciutta, assenza di lacrime);
  • Mancanza di reazione.

PREVENZIONE: La corretta gestione e conservazione degli alimenti può aiutare a prevenire l’enterocolite da Salmonella. Lavare bene le mani è importante, specialmente quando si toccano uova e pollame. Se siete proprietari di un rettile, indossare i guanti quando lo si tocca o si puliscono le sue feci perché gli animali possono passare facilmente la Salmonella all’uomo.

[Fonte: Ny Times]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

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