Shock ipovolemico

di Marco Mancini Commenta

Shock ipovolemico

Lo shock ipovolemico è una condizione di emergenza in cui c’è una grave perdita di sangue e liquidi che non permette al cuore di pompare abbastanza sangue al corpo. Questo tipo di shock può portare molti organi a non funzionare più.

CAUSE: Perdere circa 1/5 o più della normale quantità di sangue nel corpo provoca lo shock ipovolemico. La perdita di sangue può essere dovuta a:

  • Sanguinamento da tagli;
  • Sanguinamento da altre lesioni;
  • Sanguinamento interno, come ad esempio nel tratto gastrointestinale.

La quantità di sangue circolante nel corpo può scendere quando si perde troppo fluido, e ciò può avvenire con



SINTOMI: I più comuni sono:

  • Ansia o agitazione;
  • Pelle umida e fredda;
  • Confusione;
  • Diminuzione o nessuna produzione di urina;
  • Debolezza generale;
  • Pallore;
  • Respirazione rapida;
  • Sudorazione, pelle umida;
  • Incoscienza.

Maggiore e più rapida è la perdita di sangue, più gravi sono i sintomi dello shock.

DIAGNOSI: Un esame mostra i segni dello shock, tra cui:

  • Pressione sanguigna bassa;
  • Temperatura corporea bassa;
  • Polso rapido, spesso debole e flebile.

I test che possono essere effettuati includono:

  • Esame chimico del sangue, compresi i test di funzionalità renale;
  • Esame emocromocitometrico completo;
  • TAC, ultrasuoni o raggi-X delle zone sospette;
  • Ecocardiogramma;
  • Endoscopia;
  • Cateterismo cardiaco;
  • Cateterismo urinario (tubo inserito nella vescica per misurare la diuresi).

TERAPIA: Ottenere immediatamente assistenza medica. Nel frattempo, attenersi alla seguente procedura:

  • Tenere la persona comoda e al caldo per evitare l’ipotermia;
  • Tenere la persona stesa con i piedi sollevati di circa 12 centimetri per aumentare la circolazione. Tuttavia, se la persona ha subito un infortunio alla testa, collo, schiena o alla gamba, non cambiare la sua posizione a meno che non sia in pericolo;
  • Non somministrare liquidi per via orale;
  • Se la persona sta avendo una reazione allergica, curarla adeguatamente, se si sa come.

L’obiettivo del trattamento ospedaliero è quello di sostituire il sangue e i fluidi. Una flebo sarà inserita nel braccio del paziente. Alcuni medicinali come la dopamina, dobutamina, adrenalina e noradrenalina possono essere necessari per aumentare la pressione sanguigna e la quantità di sangue pompata dal cuore (gittata cardiaca). Altri metodi che possono essere utilizzati per gestire lo shock e monitorare la risposta al trattamento sono:

  • Monitoraggio della frequenza cardiaca, tra cui il cateterismo di Swan-Ganz;
  • Catetere urinario per raccogliere e monitorare l’urina prodotta.

PROGNOSI: Lo shock ipovolemico è sempre un’emergenza medica. Tuttavia, i sintomi e i risultati possono variare in funzione di:

  • Importo del volume di sangue perduto;
  • Tasso di perdita di sangue;
  • Malattie o lesioni che causano la perdita;
  • Altri farmaci presi per condizioni croniche, come diabete e malattie del cuore, polmone e renali.

In generale, i pazienti con gradi più lievi di shock tendono a stare meglio più facilmente di quelli con più grave shock. Nei casi di grave shock ipovolemico, la morte è possibile anche con cure mediche immediate. Gli anziani hanno meno probabilità di guarire. Possibili complicazioni possono essere:

  • Danni renali;
  • Danni cerebrali;
  • Gangrena di braccia o gambe, a volte porta all’amputazione;
  • Attacco di cuore.

Contattare un medico se una persona mostra i sintomi dello shock ipovolemico.

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PREVENZIONE: Prevenire lo shock è più facile che curarlo. Trattare rapidamente la causa ridurrà il rischio di sviluppare un grave shock. Il primo soccorso immediato può aiutare a controllare la condizione.

[Fonte: Ny Times]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

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