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Disfunzione tiroide, sintomi da non trascurare ed analisi da fare

 Si celebra oggi, 25 maggio la Giornata mondiale della Tiroide a culmine di una settimana di eventi di informazione e screening su tutto il territorio. L’obiettivo è quello di sensibilizzare circa la prevenzione delle malattie tiroidee (ad esempio il gozzo con una buona iodioprofilassi) e le complicanze che queste possono portare su altri organi. Non c’è infatti adeguata consapevolezza circa l’importanza di questa ghiandola per il nostro stato di salute.

Cos’è  e a cosa serve la tiroide

La tiroide è deputata alla secrezione e alla sintesi di ormoni fondamentali quali la tiroxina (T4) e la Triiodotiroina (T3) che hanno nello iodio un elemento strutturale prezioso e che determinano l’efficace funzionamento di altri organi: regolano il metabolismo basale, dei grassi e dei glucidi (il peso e le malattie metaboliche), l’apparato cardiovascolare (il battito cardiaco e la pressione arteriosa), lo sviluppo osseo. Nei bambini e nel feto intervengono in modo decisivo sullo sviluppo del sistema nervoso e dello scheletro. E’ chiaro che in questo contesto va fatta particolare attenzione ai sintomi. Ma quali sono?

 

I sintomi delle malattie della tiroide

Non sono facili da individuare perché si tratta di disturbi comuni a molte altre condizioni di salute, spesso lievi e passeggere. Ma se permangono più del dovuto, sono ricorrenti o si presentano in contemporanea con altri disturbi è il caso di parlarne col proprio medico curante. Ecco i più comuni:

Dimagrimento o aumento di peso non giustificati

Poiché gli ormoni della tiroide agiscono sul metabolismo e sulla funzionalità dell’apparato digerente, un primo sintomo potrebbe essere quello del cambiamento di peso non dovuto a abbuffate o diete particolari. Pensate che in caso di ipotiroidismo (cioè scarso funzionamento della tiroide) si ha un aumento dei chili in circa il 57% dei casi, mentre in presenza di un ipertiroidismo si assiste ad un dimagrimento in una percentuale che va dal 52 all’85% dei pazienti totali.

Stanchezza

Anche la stanchezza e la correlata perdita di forza muscolare sono riconducibili a disfunzioni tiroidee, molto di frequente. Essenzialmente sono presenti nell’ipotiroidismo, ma in minima parte riguardano anche chi è colpito da ipertiroidismo.

 Disturbi psico –intellettivi

Difficoltà di concentrazione, di memoria, di organizzazione di un pensiero, sonnolenza sono spesso riconducibili a scarsa produzione e diffusione in circolo di ormoni tiroidei. Al contrario una loro eccessiva presenza può produrre insonnia, nervosismo ed alterazioni repentine del tono dell’umore.

Intolleranza al caldo e al freddo

Il t3 è fondamentale anche per la termoregolazione individuale a tal punto da provocare nel 90% della popolazione affetta da ipotiroidismo, una vera e propria “intolleranza al freddo” a cui si contrappone, in caso di iperproduzione di suddetto ormone, un’equivalente “intolleranza al caldo”.

Pelle secca ed unghie fragili

In quasi la totalità dei casi di ipotiroidismo la pelle è secca, asfittica, le unghie si spezzano e si sfaldano con facilità e non crescono, lo stesso vale per i capelli, fragili ed opachi alla vista. In caso di ipertiroidismo invece la pelle si dimostra particolarmente umida e seppur in percentuale più bassa sono riscontrabili anomalie nei capelli e nelle unghie.

Disturbi gastrointestinali

Gli ormoni secreti dalla tiroide agiscono anche sulla motilità intestinale: tanti potranno provocare attacchi di diarrea, pochi, situazioni di stitichezza.

La diagnosi delle disfunzioni tiroidee

In questa settimana dedicata alla prevenzione e all’informazione si è proceduto a visite e screening gratuiti. Ma di fatto indagini a tappeto non sono previste dal SSN in tal senso. Queste hanno ragione di essere solo in caso di tumore e quello alla tiroide è fortunatamente piuttosto raro. Ciò non toglie che in presenza dei sintomi sopra descritti è importante parlarne con il medico di famiglia che potrà prescrivere delle semplici analisi del sangue con relativi dosaggi degli ormoni tiroidei a partire dal test del TSH, alle quali potrebbe essere abbinata da subito o in un secondo momento un’ecografia della tiroide. Se queste indagini dovessero in qualche modo offrire valori non in norma, uno specialista endocrinologo potrà richiedere un approfondimento clinico con scintigrafia tiroidea e/o ago aspirato.

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Fonte: Tiroide.com